La Nuova Sardegna

Olbia

Sigilli ai chioschi abusivi dei fiori

di Serena Lullia
Sigilli ai chioschi abusivi dei fiori

La polizia locale mette fine a una situazione di illegalità lunga decenni. Gli ambulanti: «Siamo rovinati»

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OLBIA. Stop alla vendita di fiori in forma itinerante a 200 metri dal cimitero. E sgombero immediato dei chioschetti abusivi nel piazzale davanti al camposanto. La polizia locale mette fine a una situazione di illegalità lunga decenni. I gazebo di fronte al cimitero non sono stati autorizzati da nessuna amministrazione comunale. Abusivi, ma tollerati seppur con fastidio. Dietro i giusti provvedimenti dei vigili, ci sono però le storie dei piccoli fiorai di quartiere che da rose e garofani tirano su il pane. Quattro in tutto i chioschi a cui la polizia locale ha messo i sigilli. I proprietari non potranno vendere la merce nemmeno con i furgoni, cioè in forma itinerante davanti al camposanto. Lo vieta un’ordinanza del 2015 del sindaco Gianni Giovannelli.

Giuseppe Fiori, uno degli ambulanti con radici nel piazzale di via Roma, alle spalle una esperienza di consigliere comunale del Pdl, urla la sua disperazione. «È vero, siamo abusivi – ammette –, ma nessuna amministrazione ci ha mai voluto mettere in regola. Ora ci sbattono in mezzo alla strada, proprio adesso».

Rewind. Tre gazebo e una struttura in legno distrutta dalle fiamme nel mese di marzo dello scorso anno, un incendio doloso che aveva fatto partire le indagini. Si presenta così il piazzale davanti al cimitero, ingresso sud della città. Quei chioschi sono lì da oltre 20 anni. Punti vendita fissi ma con licenze itineranti. Nel tempo hanno cambiato aspetto, prima tendoni con furgone, poi strutture fisse con gabbiotti-container. Ma non sono mai stati messi in regola. Legalità in questo settore significa bando per l’assegnazione degli spazi pubblici, come avviene per i mercatini. Gli stalli delle bancarelle vengono assegnati ai titolari di licenze itineranti in base ai punteggi e a una graduatoria. Nel caso dell’area davanti al cimitero gli ambulanti hanno una regolare licenza per il commercio itinerante. Il Comune non li ha però mai autorizzati a occupare quelle aree né temporaneamente, tantomeno con punti vendita fissi.

Illegalità e indifferenza. «Faccio questo lavoro da 30 anni – dice Fiori –. Prima con il furgone, poi con il container. Ciò che abbiamo fatto lo abbiamo fatto sempre dopo aver parlato con il Comune. In attesa che ci regolarizzassero, cosa che non è mai successa nonostante le continue richieste. Non abbiamo domandato alle amministrazioni di compiere degli illeciti, solo di trovare una soluzione per farci lavorare in modo dignitoso. Noi viviamo da questo. Se vendo un mazzo di fiori io ho i soldi per fare la spesa. Altrimenti a me e mia moglie ci aiuta la Caritas».

L’incontro. Fiori racconta di un incontro avuto a dicembre con il sindaco Settimo Nizzi e i dirigenti comunali. «Ci hanno detto che con il nuovo anno avrebbero fatto partire lo sgombero – spiega l’ambulante –. E ci avevano prospettato la possibilità di continuare a vendere, ma solo con il furgone e per un paio d’ore, sul lato opposto del piazzale, davanti alla statua di Padre Pio. Oggi (ieri ndr) la polizia locale ci ha detto che non siamo autorizzati nemmeno a stare con il furgone perché lo vieta un’ordinanza del sindaco. Dovremmo stare a 200 metri. Io non riesco a capire: in tutti i comuni davanti ai cimiteri ci sono i venditori di fiori. A questo punto io non so più cosa fare, sono disperato. La pandemia ha tagliato le gambe anche a noi. Adesso ci troviamo tutti senza lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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