Chiesa di Santa Giusta, sì ai lavori
di Pietro Zannoni
Calangianus, approvato il progetto di messa in sicurezza per 321mila euro
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CALANGIANUS. È stato approvato dalla giunta comunale il progetto definitivo dei lavori di messa in sicurezza nella chiesa parrocchiale di Santa Giusta. È una pratica partita nel luglio 2018 quando l’amministrazione inoltrò richiesta di finanziamento all’assessorato regionale dei Lavori pubblici per 121mila euro, di cui 72mila 600 euro di contributo richiesto alla Regione e un cofinanziamento del Comune di 48mila 400 euro. Nella graduatoria Calangianus si piazzò al nono posto ottenendo quanto richiesto. Ad ottobre del 2018 il sindaco Albieri comunicò che la Fondazione Banco di Sardegna aveva erogato un contributo straordinario di euro 200mila euro per il restauro del complesso monumentale della Chiesa di Santa Giusta, cuore della storia del paese. Il progetto affidato al tecnico locale architetto Piero Paolo Corda è stato redatto dopo vari incontri e un intenso dialogo con il sindaco, il parroco don Deriu ma soprattutto tenendo conto delle indicazioni di don Francesco Tamponi, responsabile dell’Ufficio Beni culturali della diocesi. Proficuo è stato il dialogo con la Soprintendenza archeologia, belle Arti e paesaggio per le provincie di Sassari e Nuoro che a fine giugno 2020 ha dato il suo parere favorevole. Varie le questioni da affrontare, in particolare la sistemazione della parte aggiunta, il discusso ampliamento datato metà anni sessanta, che necessita della ridefinizione della cantoria, oggi inutilizzabile, la costruzione di alcune bussole, di una nuova scala di accesso in legno, la predisposizione di un impianto riscaldamento idoneo che preservi al meglio le pitture del Dovera che rese nel 1900 Santa Giusta una delle chiese più belle della diocesi. L’approvazione del progetto da parte della giunta comunale, avvenuto la scorsa settimana, è un importante passo in avanti in quanto, approvata a breve l’esecutività, si potrà procedere al bando dei lavori. Già in cassa i fondi necessari: 321mila euro. C’è da notare che i parrocchiani attendono davvero un intervento definitivo di messa insicurezza e di bonifica dell’intero complesso perché non sfugge che i vari interventi, specie sul tetto, effettuati nei decenni scorsi in più riprese, non sono stati del tutto efficaci. Sembrava che l’umidità fosse eliminata ed invece sempre riappare, ad esempio, in particolare nella cappella della Madonna del Rosario sotto il campanile. Sono evidenti anche ad occhio nudo le macchie che danneggiano gli ultimi interventi di bonifica e restauro. Dal campanile poi l’umidità filtra anche nella sacrestia .
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