assalto armato a vaccileddi
Rapina alle Poste: i tre imputati scelgono il rito abbreviato
LOIRI PORTO SAN PAOLO. Hanno chiesto di essere processati con rito abbreviato condizionato all’esame di alcuni testimoni, Franco Paolo Chessa, 38 anni, Pier Franco Muscau, 31 anni, entrambi di Lula e...
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LOIRI PORTO SAN PAOLO. Hanno chiesto di essere processati con rito abbreviato condizionato all’esame di alcuni testimoni, Franco Paolo Chessa, 38 anni, Pier Franco Muscau, 31 anni, entrambi di Lula e Carlo Gusinu, 36 anni, residente a Padru, ritenuti i responsabili della rapina all’ufficio postale di Vaccileddi, messa a segno il 4 dicembre 2017 e fruttata 38mila e 500 euro. Nell’udienza preliminare celebrata ieri davanti al gup Marco Contu, i difensori dei tre imputati hanno annunciato la scelta del rito alternativo ritenendo di poter dimostrare sulla base degli atti del pm e dell’esame di alcuni testimoni, di essere estranei alle accuse.
Franco Paolo Chessa, difeso dall’avvocato Nazarena Tilocca, e Pier Franco Muscau, assistito dagli avvocati Luigi Esposito e Caterina Calia, sono ritenuti gli autori materiali della rapina e della sua pianificazione, mentre a Carlo Gusinu, gli inquirenti contestano di aver concorso al colpo effettuando i sopralluoghi e dando ai malviventi supporto subito dopo l’assalto armato, aiutandoli a fuggire e a nascondere armi e auto. Gusinu si è sempre proclamato estraneo alla vicenda. Il Riesame, accogliendo le richieste del difensore Giampaolo Murrighile, aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e lo aveva rimesso in libertà.
Erano stati arrestati dopo tre mesi di indagini. I carabinieri l’avevano chiamata operazione Timer perché i banditi, prima di fuggire col bottino, avevano dovuto attendere l’apertura temporizzata della cassaforte per ben trenta minuti. Tre persone avevano fatto irruzione nel piccolo ufficio postale subito dopo l’apertura armati di pistola, fucile a canne mozze e una mazza. Avevano fatto sdraiare faccia a terra i due clienti il direttore e una dipendente. E dopo aver atteso l’apertura della cassaforte erano fuggiti via con i soldi. (t.s.)
Franco Paolo Chessa, difeso dall’avvocato Nazarena Tilocca, e Pier Franco Muscau, assistito dagli avvocati Luigi Esposito e Caterina Calia, sono ritenuti gli autori materiali della rapina e della sua pianificazione, mentre a Carlo Gusinu, gli inquirenti contestano di aver concorso al colpo effettuando i sopralluoghi e dando ai malviventi supporto subito dopo l’assalto armato, aiutandoli a fuggire e a nascondere armi e auto. Gusinu si è sempre proclamato estraneo alla vicenda. Il Riesame, accogliendo le richieste del difensore Giampaolo Murrighile, aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e lo aveva rimesso in libertà.
Erano stati arrestati dopo tre mesi di indagini. I carabinieri l’avevano chiamata operazione Timer perché i banditi, prima di fuggire col bottino, avevano dovuto attendere l’apertura temporizzata della cassaforte per ben trenta minuti. Tre persone avevano fatto irruzione nel piccolo ufficio postale subito dopo l’apertura armati di pistola, fucile a canne mozze e una mazza. Avevano fatto sdraiare faccia a terra i due clienti il direttore e una dipendente. E dopo aver atteso l’apertura della cassaforte erano fuggiti via con i soldi. (t.s.)
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