La Nuova Sardegna

Olbia

«Malati di Sla lasciati soli» una moglie chiede aiuto

di Angelo Mavuli
«Malati di Sla lasciati soli» una moglie chiede aiuto

Il dramma di un ex funzionario di banca colpito dalla malattia cinque anni fa «Costretti a elemosinare la presenza di un medico per cambiare la peg»

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TEMPIO. Il dramma della Sla e una lotta continua per avere l’assistenza di cui ha diritto.

In città c’è un paziente malato di sclerosi laterale amiotrofica da 5 anni, che ogni mese, per poter continuare a vivere, deve affrontare enormi difficoltà con il personale medico della Assl, incaricato di cambiargli una cannula e una Peg.

La vicenda è stata raccontata ieri pomeriggio, al settimo piano del Palazzo Poddighe, di fronte al Parco delle Rimembranze, da Caterina Cossu, nota e stimata insegnante tempiese, ora in pensione. E’ la moglie di Giacomo Iannelli, 70 anni, bloccato in un letto. E’ un funzionario, anche lui in pensione, del Banco di Sardegna, altrettanto conosciuto e stimato non solo in città ma in tutta l’alta Gallura.

Tutto ha inizio alla fine del 2015 quando, fra ottobre e novembre, Giacomo Iannelli, comincia ad esternare una legge zoppia. «Da lui quasi non percepita - racconta Caterina Cossu -, ma sempre più evidente. Le analisi, più per l’insistenza mia e di mia figlia Linda, che oggi segue con una dedizione enorme l’evolversi delle patologia del padre, proseguono inutilmente anche con una risonanza magnetica alla schiena, Nel frattempo - racconta ancora Caterina Cossu -, sopraggiungono, in un crescendo pauroso, problemi di deglutizione, grande raucedine, impedimenti respiratori e infine difficoltà persino nella parola».

All’inizio del 2016 una visita specialistica a Cagliari svela, senza mezzi termini, che Giacomo Iannelli ha la Sla. Per Caterina Cossu ed i suoi familiari ha cosi inizio una lunga trafila di adempimenti con la Assl Olbia-Tempio per organizzare al meglio l’assistenza del paziente che ineluttabilmente perde ogni giorno che passa qualcosa di sé, “disfacendosi” letteralmente, sino a mantenere solamente il respiro.

Caterina Cossu che ricorda con riconoscenza il team specialistico iniziale messo a disposizione dall’azienda sanitaria della Gallura, oggi invece denuncia a chiare lettere« lo smantellamento dell’assistenza alle famiglie con un pazienze Sla».

«Sì, è proprio questa la terribile realtà. Oggi - denuncia la donna -, siamo lasciati soli e siamo costretti ad elemosinare mensilmente, per esempio, la presenza di un medico per il cambio mensile ( indispensabile) della cannula e della peg. Un adempimento, soprattutto il primo, che se non attuato entro i tempi giusti potrebbe arrivare a scatenare, nel paziente una serie di problemi sanitari non indifferenti. Ma ora basta - chiude Caterina Cossu -, Non si può più andare avanti così».

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