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Olbia

Il padre e il fratello erano stati sindaci

Il padre e il fratello erano stati sindaci

Antonio dal 1906 al 1910 per il Partito socialista, Giuseppe nei primi anni Settanta

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OLBIA. Ci sono famiglie capaci di lasciare il segno nella storia. E una di queste è sicuramente quella degli Sotgiu. Antifascisti, intellettuali, amministratori, olbiesi.

Girolamo, insieme alla moglie nominato Giusto tra le nazioni, nato alla Maddalena nel 1915 e da bambino vissuto a Terranova, dopo gli anni a Rodi e la seconda guerra mondiale si è affermato come storico e docente universitario, fino a diventare preside della facoltà di Scienze politiche a Cagliari. Iscritto al Partito comunista italiano e poi segretario regionale della Cgil, è stato consigliere regionale e anche senatore, sempre per il Pci.

Di grande spessore anche la figura di Giuseppe Sotgiu, il fratello maggiore, nato a Terranova nel 1902. Lui è stato uno dei più grandi e popolari penalisti italiani, ma anche presidente della provincia di Roma nel dopoguerra, nelle liste del Partito comunista. Sostenuto dai socialisti, particolarmente forti in città, Giuseppe Sotgiu è stato inoltre sindaco di Olbia nei primi anni Settanta.

Da non dimenticare, poi, la figura di Antonio Sotgiu, il padre di Girolamo e Giuseppe. Nato a Terranova nel 1876, di professione avvocato, Antonio è stato sindaco olbiese dal 1906 al 1910 per il Partito socialista italiano. Nel 1919, invece, ha partecipato alla rivolta popolare per l’ammodernamento del porto, che avrebbe poi cambiato per sempre la storia della città. Socialista militante, Antonio Sotgiu, il 3 dicembre del 1922, è stato anche vittima della violenza fascista, dopo lo sbarco in città di una squadraccia in camicia nera arrivata da Civitavecchia. Quel giorno l’ex sindaco è stato picchiato e portato nella casa del fascio, per essere obbligato a bere l’olio di ricino. Infine è stato trascinato in piazza Regina Margherita, per poi essere umiliato davanti alla folla insieme ad altri compagni. Purgato, ai fascisti aveva però risposto con coraggio: «Le idee non si cacano mica». (d.b.)

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