il caso della donna russa
L’estradizione è stata sospesa Anastasiia rimessa in libertà
di Tiziana Simula
ARZACHENA. Estradizione sospesa e immediata scarcerazione. Anastasiia Chekaeva, per ora, non sarà consegnata all’autorità giudiziaria russa. Così ha deciso il ministero della Giustizia che ha sospeso...
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ARZACHENA. Estradizione sospesa e immediata scarcerazione. Anastasiia Chekaeva, per ora, non sarà consegnata all’autorità giudiziaria russa. Così ha deciso il ministero della Giustizia che ha sospeso il provvedimento, uno stop in extremis, a due giorni dall’estradizione, prevista per domani. Ieri la 43enne cittadina della Federazione Russa ha lasciato anche il carcere di Bancali dov’era rinchiusa da venerdì scorso in attesa della consegna per essere riportata nel suo Paese dov’è accusata di una presunta truffa. La Corte d’appello di Sassari, accogliendo la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi difensori, gli avvocati Fabio Varone e Pina Di Credico, alla luce della sospensione dell’estradizione, l’ha rimessa in libertà, disponendo l’obbligo di dimora ad Arzachena, comune in cui risiede dal 4 gennaio 2018: non potrà cioè allontanarsi dal territorio comunale. In tarda serata è ritornata a casa, dove ha potuto riabbracciare il marito e la figlia di 7 anni. Anastasiia Chekaeva, per ora, può tirare un sospiro di sollievo. Il caso era esploso dopo il suo arresto. Per protesta l’imprenditrice – che sarebbe stata accusata da esponenti del partito di Putin – aveva iniziato lo sciopero della fame in carcere. La difesa si è battuta affinché venisse perlomeno sospesa l’estradizione, visto il dilagare della pandemia e le gravissime condizioni igienico-sanitarie in cui versa la popolazione carceraria della Federazione Russa, ma anche perché sarebbe stata allontanata dalla figlia.
«Siamo molto soddisfatti del risultato della sospensione raggiunto in extremis dato che la consegna alle autorità della Federazione Russa era prevista per domani, e siamo fiduciosi che l'incontro previsto oggi al ministero della Giustizia con il direttore generale degli affari internazionali e della cooperazione giudiziaria possa portare alla decisione definitiva di non concedere l’estradizione della signora Chekaeva, a tutela non solo della sua incolumità psico-fisica ma anche di quella della figlia minore – dicono i difensori della donna –. Ringraziamo tutti i politici che in modo trasversale, nonostante la crisi di governo, si sono interessati a questa vicenda: da Rita Bernardini del partito Radicale a Roberto Giachetti di Italia Viva, da Mara Lapia del Gruppo misto a Nardo Marino del M5s».
«Siamo molto soddisfatti del risultato della sospensione raggiunto in extremis dato che la consegna alle autorità della Federazione Russa era prevista per domani, e siamo fiduciosi che l'incontro previsto oggi al ministero della Giustizia con il direttore generale degli affari internazionali e della cooperazione giudiziaria possa portare alla decisione definitiva di non concedere l’estradizione della signora Chekaeva, a tutela non solo della sua incolumità psico-fisica ma anche di quella della figlia minore – dicono i difensori della donna –. Ringraziamo tutti i politici che in modo trasversale, nonostante la crisi di governo, si sono interessati a questa vicenda: da Rita Bernardini del partito Radicale a Roberto Giachetti di Italia Viva, da Mara Lapia del Gruppo misto a Nardo Marino del M5s».
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