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Olbia

Cyberbullismo a scuola un sondaggio di Eurispes

di Giuseppe Pulina
Cyberbullismo a scuola un sondaggio di Eurispes

Distribuiti questionari in tutta l’isola: si parla di stalking, sexting e happy slapping Balata: l’obiettivo è capire l’entità del fenomeno e organizzare interventi mirati

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TEMPIO. Sarà presentata il prossimo 16 febbraio, anche se per conoscerne i risultati bisognerà attendere almeno la prossima primavera. L’indagine di Eurispes sul cyberbullismo nelle scuole dell’isola potrebbe fare emergere qualche rivelazione inattesa. Per averne la certezza si dovrà attendere l’esame dell’ultimo questionario. Al momento si sa che è stata prorogata al 30 marzo la scadenza per la compilazione e che alcune aree dell’isola si stanno dimostrando più “collaborative” di altre. L’indagine aiuterà a capire quanto il fenomeno possa essere cresciuto nei mesi in cui la didattica digitale ha sostituito la classica lezione in aula. Se così fosse, ci si potrebbe trovare di fronte ad una nuova emergenza, resa ancor più grave dalle condizioni imposte dall’emergenza sanitaria.

«Con questo lavoro - dichiara Gerolamo Balata, direttore di Eurispes Sardegna - si vuole offrire alla società civile, alla comunità scolastica, agli esperti del settore e ai decisori politici le coordinate necessarie per riflettere sul fenomeno e programmare gli interventi che dovessero rendersi necessari». L’efficacia e l’utilità del lavoro dell’Eurispes dipenderà molto dalla collaborazione dei soggetti a cui si rivolge: gli studenti, innanzitutto, le famiglie e gli stessi insegnanti. Tutti vengono chiamati a pronunciarsi per cogliere aspetti e dinamiche di un fenomeno di cui si comprende la gravità, ma verso il quale non sempre si adottano efficaci misure di contrasto.

L’indagine aggiornerà il quadro, già abbastanza problematico, che era stato definito dall’Istat con uno studio del 2018. In quello si sosteneva che più del 12% dei ragazzi sardi, con un’età compresa tra gli 11 e i 17 anni, ha subito comportamenti offensivi una o più volte al mese. Lo stesso studio indicava in un dato superiore al 70% il totale di ragazzi che fanno un uso quotidiano della rete. Oggi, considerato il ricorso massiccio alla didattica digitale, il dato non può non essere cresciuto. Grazie a Eurispes si potrà scoprire quanto gli studenti dell’isola siano stati vittime di forme di stalking, denigrazione, happy slapping (la violenza ripresa con un cellulare e poi fatta circolare in rete) e anche sexting, ultima frontiera del cyberbullo che si serve di social e cellulari per molestare malcapitati destinatari con l'invio di immagini e messaggi sessualmente espliciti. Nell'ottica di Eurispes il cyberbullismo è anche il modo per esaminare più in profondità l'universo giovanile. «Lo scopo della ricerca - conferma, infatti, Balata - non è soltanto quello di determinare l'entità del cyberbullismo e delle sue dinamiche, ma anche quello di fornire strumenti utili all'individuazione di interventi mirati alla crescita personale, etica e sociale dei giovani».

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