il personaggio
L’artista arrivata dal nord che illustra Olbia e gli olbiesi
di Paolo Ardovino
OLBIA. È questione di un insieme di componenti e variabili. La misura del pennello, il tipo di colore – i colori stessi tra cui scegliere, migliaia –, la pressione sulla carta. È attraverso il...
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. È questione di un insieme di componenti e variabili. La misura del pennello, il tipo di colore – i colori stessi tra cui scegliere, migliaia –, la pressione sulla carta. È attraverso il fascino indiscreto dell’acquerello che si è evoluto il percorso artistico di Paola Blasi, pittrice olbiese. Nel senso che è sì di origine lombarda ma ormai da anni vive a Olbia e ha avuto modo di dipingere, tra i vari soggetti e paesaggi, alcuni scorci di Olbia.
L'isola come ispirazione. Il lavoro recente più importante è di sicuro la collaborazione con lo scrittore Flavio Fara. In estate è uscita la sua breve e originale guida “Olbia. Storie, luoghi, persone” (Taphros editrice), dove capitoli e paragrafi sono accompagnati dalle illustrazioni, appunto, di Paola Blasi. «Io apprezzavo le sue foto, lui i miei dipinti, ci siamo conosciuti e quando mi ha parlato del suo libro è nata l’idea di fare degli acquerelli da inserire all'interno». E già dalla copertina, per dire, svettano i colori e le caratteristiche linee del castello di Pedres e del faro. «Dipingo da sempre – racconta la pittrice – Mio padre dipingeva in maniera amatoriale, e così mio nonno, mia madre e anche mia sorella. Perciò sono stata introdotta subito all’arte». Diploma al liceo artistico poi all’accademia di Belle arti di Brera. Da una decina d’anni Paola Blasi si è insediata a Olbia, vive a Murta Maria dove come principale attività è operatrice del benessere. Ma l’arte c’è sempre stata. O meglio, quasi sempre.
«Nell’alluvione del 2013 – spiega – riuscii a salvare i quadri ma sono andati persi molti materiali. Da quel momento mi è passata la solita ispirazione, non ho dipinto per tre, quattro anni».
La passione per gli acquerelli. La sua arte parte dalle ceramiche e dalla vetrofusione, si trasforma nella pittura a olio e in acrilico, poi, in coincidenza con il trasferimento nell’isola, riscopre l’acquerello. «Una tecnica che mi ha appassionato per la presenza di acqua, per le trasparenze. Non è una tecnica che riesci a controllare al cento per cento, e ti permette di correggere pochissimo – spiega l’artista –. Ed è inaspettata, a volte ha reazioni diverse da una carta all’altra, dal tipo di colori, dai pennelli». Diversi ritratti, spesso nascono da scatti fotografici, poi la natura. «A Natale mi è venuta la passione per gli elefanti, ne ho realizzato una serie», paesaggi naturalistici e urbani, il mare, la musica. «Mi piace il movimento – dice –. Ora sto studiando l’astrattismo, per un dittico che mi è stato commissionato».
L'isola come ispirazione. Il lavoro recente più importante è di sicuro la collaborazione con lo scrittore Flavio Fara. In estate è uscita la sua breve e originale guida “Olbia. Storie, luoghi, persone” (Taphros editrice), dove capitoli e paragrafi sono accompagnati dalle illustrazioni, appunto, di Paola Blasi. «Io apprezzavo le sue foto, lui i miei dipinti, ci siamo conosciuti e quando mi ha parlato del suo libro è nata l’idea di fare degli acquerelli da inserire all'interno». E già dalla copertina, per dire, svettano i colori e le caratteristiche linee del castello di Pedres e del faro. «Dipingo da sempre – racconta la pittrice – Mio padre dipingeva in maniera amatoriale, e così mio nonno, mia madre e anche mia sorella. Perciò sono stata introdotta subito all’arte». Diploma al liceo artistico poi all’accademia di Belle arti di Brera. Da una decina d’anni Paola Blasi si è insediata a Olbia, vive a Murta Maria dove come principale attività è operatrice del benessere. Ma l’arte c’è sempre stata. O meglio, quasi sempre.
«Nell’alluvione del 2013 – spiega – riuscii a salvare i quadri ma sono andati persi molti materiali. Da quel momento mi è passata la solita ispirazione, non ho dipinto per tre, quattro anni».
La passione per gli acquerelli. La sua arte parte dalle ceramiche e dalla vetrofusione, si trasforma nella pittura a olio e in acrilico, poi, in coincidenza con il trasferimento nell’isola, riscopre l’acquerello. «Una tecnica che mi ha appassionato per la presenza di acqua, per le trasparenze. Non è una tecnica che riesci a controllare al cento per cento, e ti permette di correggere pochissimo – spiega l’artista –. Ed è inaspettata, a volte ha reazioni diverse da una carta all’altra, dal tipo di colori, dai pennelli». Diversi ritratti, spesso nascono da scatti fotografici, poi la natura. «A Natale mi è venuta la passione per gli elefanti, ne ho realizzato una serie», paesaggi naturalistici e urbani, il mare, la musica. «Mi piace il movimento – dice –. Ora sto studiando l’astrattismo, per un dittico che mi è stato commissionato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
