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Olbia

Golfo Aranci, bracconieri arpionano un cinghiale

Golfo Aranci, bracconieri arpionano un cinghiale

L’animale vaga da tre giorni nell’area Sic di Cala Moresca. La denuncia della volontaria Patrizia Sale

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GOLFO ARANCI. Da tre giorni un cinghiale vaga nelle campagne di Golfo Aranci con un arpione conficcato nella schiena, ma non si esclude che possa essere la freccia di una balestra. E’ stato colpito nell’area Sic di Cala Moresca ed è lì, forse nascosto tra rocce e rovi, che ha trovato rifugio. «La sua unica colpa è quella di essersi avvicinato a qualche bestia a due zampe». Le parole, durissime, sono di Patrizia Sale, una volontaria che si occupa di animali selvatici nel suo paese. E’ una donna sempre in prima linea, che non riesce a far finta di nulla. Anzi. Non contiene proprio la sua indignazione e nello stesso tempo, da venerdì pomeriggio, non si muove dalla zona in cui il cinghiale ferito è stato avvistato. «Rientro a casa solo per dormire qualche ora - racconta - ma poi sto sempre qui. Aspettando di veder apparire il cinghiale e aspettando anche che qualcuno arrivi per poterlo salvare». Patrizia Sale, che ha messo la foto del cinghiale arpionato anche su Facebook, ha chiamato le forze dell’ordine «e ho pure sollecitato Forestas, la Forestale di Tempio e allertato il 1515 di Cagliari, per le emergenze ambientali. Sarebbe necessario che venisse un veterinario, per sedare l’animale e per poterlo liberare da quell’arpione ma a quanto pare non è possibile. Ieri pomeriggio, attorno alle 16,30, sono arrivati gli uomini della Forestale e loro mi hanno detto che il veterinario non può intervenire perché non si tratta di una specie protetta. Aggiugendo poi che si sarebbero comunque attivati con la Assl. Io, in ogni caso, da qui non mi muovo». Patrizia Sale si rivolge a chi ha arpionato il cinghiale. «Il bracconaggio è un modo barbaro e disumano per catturare una preda, è un furto aggravato ai danni dello Stato e oltretutto stiamo parlando di un reato commesso in una zona dove c'è il divieto di caccia, di un’area Sic protetta. Ho chiesto aiuto a quelli che pensavo fossero amici, ho avuto l'ennesima conferma che sono animalisti da tastiera. Ma non importa. Continuerò questa battaglia da sola nella speranza che si possa fare ancora qualcosa per salvare questo animale. Staremo a vedere come andrà a finire- chiude Patrizia Sale -, qualcuno dovrà prendersi le proprie responsabilità. Io non giro la faccia dall'altra parte, non riesco a restare indifferente davanti ad un gesto così meschino».



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