La Nuova Sardegna

Olbia

«Niente Carnevale? Con il virus non si scherza»

di Giuseppe Pulina
«Niente Carnevale? Con il virus non si scherza»

I carrascialai di Tempio malinconici ma realisti: «Si deve rispettare chi ha sofferto o sta soffrendo»

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TEMPIO . Le vie della città non saranno invase da quintali di coriandoli e difficilmente le vetrine degli esercizi commerciali ospiteranno i manichini di qualche Arlecchino. Non ci sarà nessuna coreografia da preparare e i bambini delle scuole primarie non sfoggeranno il loro costume da supereroi. Un’idea potrebbe essere quella di sfoggiare nella sei giorni delle mascherine a tema, purché tengano conto dei necessari requisiti per il loro corretto uso. Mascherine in sostituzione delle più sgargianti, colorate e allegre maschere della sei giorni del Carnevale tempiese che quest’anno non si farà.

Al solo pensarci, ai maestri carrascialai che stavano per mettersi all’opera viene però la malinconia. Nessuno più di loro sa quanto sia importante il carnevale per una città come Tempio, e non solo perché questo è l’evento che più di qualsiasi altro viene solitamente associato al nome della località gallurese. «Purtroppo non ci si può fare nulla - dichiara con un pizzico di rassegnazione Massimo Pirrigheddu, presidente dell’associazione Carrascialai Timpiesi - perché, a dire la verità, il provvedimento della cancellazione dell’evento era nell’aria, anche se, lo confesso, l’ipotesi di una possibilità minima che qualcosa si facesse c’era, come dimostra il fatto che al bando di giugno le domande sono state presentate, e ciò vuol dire che c’era l’intenzione di farlo». Ma per quanto dura sia stata la decisione (il sindaco Addis l’ha definita una “scelta sofferta”), tutti i carrascialai della città sanno che non si poteva fare diversamente. Tanto che nessuno aveva pensato di farsi beffe del Covid con un carro allegorico. «Farci una satira sarebbe impossibile - commenta il presidente dei Carrascialai Timpiesi - perché il carnevale è allegria e perché è doveroso rispettare chi più di altri ha sofferto o sta soffrendo». A Tempio, si sa, il Carnevale non è una semplice mascherata o una serie di cortei colorati che coinvolgono migliaia di persone.

«Per noi non è solo la sfilata quella che conta, questa è semmai lo scopo, il prodotto finale; quel che ci mancherà sarà la relazione, il lavoro in comune, quei tre o quattro mesi in cui si lavora fianco a fianco, tutti assieme; mancheranno gli scambi di opinioni, anche le discussioni più accese e le difficoltà organizzative che, tutti insieme, siamo sempre riusciti a superare».

Sulla stessa lunghezza d’onda sono le posizioni di Alessandro Achenza, direttore artistico della manifestazione, e di Tonino Pirrigheddu, presidente della Pro Loco, partner tecnico del Carnevale, che, in pieno accordo con l’amministrazione comunale, dichiarano di essere tanto dispiaciuti quanto consapevoli dell’opportunità di annullare l’edizione. Non si escludono, comunque, delle sorprese proprio durante la sei giorni. «Se queste ci saranno - precisa Achenza - saranno comunque affidate esclusivamente alla carta stampata o alla tv». Insomma, non sarà Carnevale, ma qualcosa, alla fine, potrebbe esserci.

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