La Nuova Sardegna

Olbia

Allarme rosso di Capasso: Procura senza magistrati

di Tiziana Simula
Allarme rosso di Capasso: Procura senza magistrati

La grave carenza è emersa anche all’inaugurazione del nuovo anno giudiziario «In primavera avrò solo tre sostituti: sarà un problema coprire udienze e turni»

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OLBIA. La coperta è troppo corta. E in primavera rischia di restringersi ancora di più se non arriveranno rinforzi. Mancano gli uomini, in Procura. Non è una novità, anzi. È un problema vecchio quello dell’organico sottodimensionato, che ancora oggi non ha trovato soluzione a fronte di un carico di lavoro sempre più pesante – la Procura di Tempio è in controtendenza con un incremento del 16 per cento dei procedimenti – caratterizzato da inchieste complesse e delicate, a carattere anche nazionale, in un territorio su cui gravitano fortissimi interessi economici.

Emergenza magistrati. All’indomani dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che ha fotografato la realtà della procura gallurese evidenziando proprio il sottodimensionamento dell’organico dei magistrati a fronte «dell’inedito numero dei procedimenti sopravvenuti», il procuratore Gregorio Capasso rilancia l’emergenza. Fin dal suo insediamento, due anni e mezzo fa, aveva segnalato a Ministero, Csm e Procura generale la situazione a dir poco precaria dell’ufficio giudiziario, ma nulla è finora cambiato, né per i magistrati, né per il personale amministrativo (14 su 21 in organico). Attualmente sono in servizio 5 magistrati compreso il procuratore (a Nuoro sono 8, a Oristano 7). Ma in primavera, se non arriveranno applicazioni distrettuali ed extradistrettuali, come Capasso spera, rimarranno in servizio solo tre giovani sostituti. E allora come si gestirà il pesante carico di lavoro? Chi si occuperà delle delicate inchieste in corso? Come si copriranno udienze e turni?

Le richieste al Csm. Capasso spiega bene la situazione attuale ed evidenzia le difficoltà che si prospettano per la procura gallurese. «Oltre al sottoscritto che, al di là dell’organizzazione dell’ufficio e dell’attività giudiziaria in senso stretto, è costretto a occuparsi in prima persona anche della gestione di tutti i servizi penali e amministrativi vista l’ assenza di figure amministrative dirigenziali – dice – sono in servizio unicamente due giovani colleghe di prima nomina, di cui una mamma di un bimbo di età inferiore a tre anni, e un altro giovane collega che ha preso possesso dell’ufficio poco più di due mesi fa. Il magistrato applicato, titolare di importanti e delicate inchieste terminerà la sua esperienza a Tempio a metà aprile. In questa situazione sarà difficile persino garantire la partecipazione del pm alle udienze, tenuto conto che anche i magistrati onorari sono solo in quattro (su cinque in organico), di cui peraltro uno ha appena superato gli scritti di un concorso e a breve potrebbe lasciarci». Quindi, che fare? «L’unica possibile soluzione è rappresentata dalle applicazioni distrettuali ed extradistrettuali che provvederò immediatamente a richiedere – dice Capasso – E sono fermamente convinto che sia il Procuratore generale e soprattutto il Consiglio superiore della magistratura, che hanno sempre mostrato particolare attenzione alla situazione della Procura di Tempio, daranno corso alle nostre richieste».

4mila procedimenti penali Nonostante l’emergenza Covid e l’esiguo numero di uomini in campo, l’ufficio gallurese ha incamerato nell’anno giudiziario 2019-2020 la bellezza di 4133 procedimenti a carico di noti, con circa 922 iscrizioni a magistrato, quindi, superiori (addirittura) alla media nazionale, pari a 623. Numeri che, da soli, sono sufficienti per spiegare l’emergenza e l’allarme di Capasso.

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