Sistemano le foto, bloccati dai vigili
Golfo Aranci, la protesta: «Censurato un esempio virtuoso di comunità solidale»
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GOLFO ARANCI . Sulla carta l'idea era più che buona, dettata dall'amore per l'arte e per Golfo Aranci. Ma non in regola con le norme, motivo per il quale i volontari che si erano organizzati e autotassati per mettere in sicurezza le gigantografie delle foto di Marianne Sin-Pfaltzer in mostra sui muri del paese, sono stati bloccati dalla polizia locale. La mostra permanente che da tre anni impreziosisce le vie del centro storico di Golfo Aranci, con le immagini che la fotografa tedesca scattò nel paese negli anni ’50, rischia il definitivo deterioramento. Davanti all’assenza di manutenzione e a seguito delle molteplici segnalazioni da parte delle famiglie che ospitano le opere, ieri mattina, alcuni residenti si sono adoperati per riparare i danni e rimettere in sicurezza le strutture accolte nelle pareti di alcune case private. «I lavori – spiega Paola Masala, una delle ideatrici della mostra – sono cominciati di mattina presto per non creare disagio: i volontari, muniti di corde e pinze per occhielli acquistati grazie a una colletta, sono intervenuti per riparare e rafforzare tutte le strutture in pericolo e, mediante il supporto di una ditta che ha messo a disposizione il cestello elevatore, erano pronti a mettere in sicurezza anche le strutture in alto e che accolgono le immagini più grandi». L’operazione – prosegue Masala – «è stato interrotta dall’arrivo della polizia municipale, intervenuta per segnalazione del sindaco che in quel momento si trovava dalle stesse parti. Ai volontari sono stati dapprima richiesti i documenti personali, poi richiamati e ammoniti negli uffici comunali».
Viene contestata la mancata richiesta di autorizzazioni.
«Le operazioni, iniziate al mattino presto per non recare disturbo, sono state effettuate in una strada chiusa al traffico e probabilmente i residenti non pensavano di trovare contrasto da parte del servizio pubblico», aggiunge Masala, secondo la quale si tratta di «un esempio virtuoso di comunità solidale che vuole curare e tutelare il proprio patrimonio culturale e che viene e censurata e ammonita. A chi può nuocere una collettività che custodisce e protegge il bene comune e utilizza il principio del “fare” davanti all’inerzia del servizio pubblico? Un gesto collettivo e spontaneo, quello messo in atto dai golfarancini, che – conclude Masala – avrebbe migliorato e messo in sicurezza lo spazio pubblico e che dovrebbe far riflettere la politica e le istituzioni».
Viene contestata la mancata richiesta di autorizzazioni.
«Le operazioni, iniziate al mattino presto per non recare disturbo, sono state effettuate in una strada chiusa al traffico e probabilmente i residenti non pensavano di trovare contrasto da parte del servizio pubblico», aggiunge Masala, secondo la quale si tratta di «un esempio virtuoso di comunità solidale che vuole curare e tutelare il proprio patrimonio culturale e che viene e censurata e ammonita. A chi può nuocere una collettività che custodisce e protegge il bene comune e utilizza il principio del “fare” davanti all’inerzia del servizio pubblico? Un gesto collettivo e spontaneo, quello messo in atto dai golfarancini, che – conclude Masala – avrebbe migliorato e messo in sicurezza lo spazio pubblico e che dovrebbe far riflettere la politica e le istituzioni».
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