consiglio comunale
La nuova viabilità di via Mosca fa scoppiare la bagarre in aula
OLBIA. Vietato avere dubbi in consiglio comunale. La nuova curiosa regola emerge nell’ultima seduta. Il consigliere di opposizione, Marco Piro, chiede chiarimenti su una delibera che riguarda la...
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OLBIA. Vietato avere dubbi in consiglio comunale. La nuova curiosa regola emerge nell’ultima seduta. Il consigliere di opposizione, Marco Piro, chiede chiarimenti su una delibera che riguarda la parte alta di viale Aldo Moro in cui è in corso un piano di riqualificazione urbana. Qualche minuto prima, per rispondere alla denuncia di scarsa sicurezza di viale Aldo Moro della collega di maggioranza Maddalena Multineddu, il presidente della commissione Urbanistica, Bastianino Monni, aveva fatto riferimento ai lavori in corso in via Mosca. «Importante arteria viaria su cui verrà deviato il traffico attraverso una rotatoria all’altezza di Spina auto e trattoria Sperrittu». Piro chiede «se sia possibile avere qualche dettaglio in più, magari con la condivisione su schermo di una planimetria, utile anche a chi segue i lavori del Consiglio da casa». Richiesta a cui si associa anche il consigliere Davide Bacciu, ma che non piace alla maggioranza. «Io non gliene faccio una colpa consigliere Piro perché lei non c’era negli altri consigli – dice il presidente Gianpiero Mura –, ma questa è una adozione definitiva, la coda di un procedimento amministrativo che ha già visto l’esposizione completa, che rimane però allegata agli atti. Tutti disponiamo dei grafici e dei documenti. Altrimenti a quale pro metterli a disposizione dei consiglieri prima, se poi vanno tirati fuori ogni volta. È anche una questione di economia di tempi. Gli uffici sono sempre disponibili per dare delucidazioni e approfondire. Inutile arrivare al momento del voto e pretendere queste cose. Una esposizione cosi cinematografica mi sembra fuori luogo». Taglienti le parole del consigliere Ivana Russu, Pd. «Quando si porta una delibera in Consiglio si portano anche gli atti e i dirigenti. Perché ognuno di noi ha il diritto di avere dubbi e fare domande. Non è lesa maestà chiedere un chiarimento». (se.lu.)
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