Psd’Az: «La 4 corsie opera prioritaria»
Arzachena, il segretario Filigheddu contro il Recovery fund «Sardegna esclusa, così la Gallura non vedrà mai la strada»
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ARZACHENA. La voce potrebbe sembrare non abbastanza forte per arrivare fino a Roma. Ma quella del Psd’Az arzachenese è la stessa del partito che governa la Sardegna e che esprime il suo presidente Christian Solinas. La sezione locale sardista chiede al Governo una riprogrammazione del Recovery fund che includa anche l’isola e in particolare la strada Olbia-Arzachena-Palau-Santa Teresa. «Nel piano previsto dall’ex premier Conte ci sono 30 miliardi per l’ampliamento delle reti ferroviarie e delle strade in tutta Italia – dice il segretario cittadino del Psd’Az, Gianni Filigheddu –. La Sardegna viene esclusa completamente, unica regione d’Italia senza un progetto e una previsione. La nostra isola non esiste nei pensieri di Roma e dell’Italia. Riteniamo sia assolutamente necessario integrare tutta la viabilità sarda, includendo quella gallurese, affinché il territorio non viva una doppia insularità».
La nuova arteria di collegamento tra Olbia e Arzachena è una pagina ormai ingiallita di promesse elettorali lunghe 20 anni. «Da quando l’Anas ha dato il via al progetto preliminare in 5 lotti, per un importo di 191 milioni di euro stanziati successivamente in parte – spiega Filigheddu –. La progettazione del sesto lotto, da Palau a Santa Teresa, non era stato completato per assenza di risorse. Se ne sarebbe dovuto occupare il ministero delle Infrastrutture e Trasporti per poi inoltrare i fondi al Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Alla data odierna niente è stato fatto».
Il segretario Filigheddu è molto critico sul progetto della Olbia-Arzachena arrivato ai giorni nostri. Quattro corsie fino a San Giovanni e poi due corsie. «La rimodulazione voluta da Soru del progetto preliminare con motivazioni di impatto ambientale e la trasformazione da 4 a 2 corsie, blocca di fatto l’inizio dei lavori – aggiunge Filigheddu –. Oggi ci chiediamo dove siano i 191 milioni di euro allora stanziati, visto che ne servirebbero 200 per la totale copertura dell’intero progetto. Ma dell’inizio della strada non se ne vede l’ombra, nonostante l’accordo di programma-quadro stipulato e vincolante per tutti i soggetti sottoscrittori: il ministero dell’Economia, delle Infrastrutture, la Regione, l’Anas. Non possiamo non domandarci chi non vuole questa strada e perché. Una importante e strategica arteria viaria per l’economia territoriale ma anche per la salute pubblica vista la situazione degli ospedali della Maddalena e Tempio».
La nuova arteria di collegamento tra Olbia e Arzachena è una pagina ormai ingiallita di promesse elettorali lunghe 20 anni. «Da quando l’Anas ha dato il via al progetto preliminare in 5 lotti, per un importo di 191 milioni di euro stanziati successivamente in parte – spiega Filigheddu –. La progettazione del sesto lotto, da Palau a Santa Teresa, non era stato completato per assenza di risorse. Se ne sarebbe dovuto occupare il ministero delle Infrastrutture e Trasporti per poi inoltrare i fondi al Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Alla data odierna niente è stato fatto».
Il segretario Filigheddu è molto critico sul progetto della Olbia-Arzachena arrivato ai giorni nostri. Quattro corsie fino a San Giovanni e poi due corsie. «La rimodulazione voluta da Soru del progetto preliminare con motivazioni di impatto ambientale e la trasformazione da 4 a 2 corsie, blocca di fatto l’inizio dei lavori – aggiunge Filigheddu –. Oggi ci chiediamo dove siano i 191 milioni di euro allora stanziati, visto che ne servirebbero 200 per la totale copertura dell’intero progetto. Ma dell’inizio della strada non se ne vede l’ombra, nonostante l’accordo di programma-quadro stipulato e vincolante per tutti i soggetti sottoscrittori: il ministero dell’Economia, delle Infrastrutture, la Regione, l’Anas. Non possiamo non domandarci chi non vuole questa strada e perché. Una importante e strategica arteria viaria per l’economia territoriale ma anche per la salute pubblica vista la situazione degli ospedali della Maddalena e Tempio».
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