Ristoranti, c’è voglia di riscossa
di Paolo Ardovino
La festa di San Valentino arriva dopo il ritorno in “giallo” e la riapertura: «Molte le prenotazioni»
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OLBIA. Il fine settimana in “giallo” coincide con San Valentino, e perciò vien facile farsi prendere dal buonumore. I ristoratori della città si sentono in linea di massima di essere ottimisti. Perché va chiudendosi la prima settimana di riapertura, nella quale hanno potuto riaccendere i fornelli e prendere le ordinazioni. C’è chi ha deciso di riaprire appena è arrivato l’ok dal governo e quindi dalla Regione, e chi ha aspettato questo week-end. Per la festa degli innamorati, poi, meno menù fissi di quanto si potrebbe pensare.
Al Corso. «Inizialmente avevamo pensato un menù fisso a tema San Valentino, poi abbiamo cambiato idea – spiega a tal proposito Cristian Feroleto, titolare di “Disizos Sardos” –. Ci sembrava limitante, è la festa delle coppie quindi decidano loro cosa scegliere per festeggiare». Insieme alla compagna, Valentina Giansanti, i due erano diventati il caso dell’isola. Lo scorso giovedì 21 gennaio avevano inaugurato il ristorante al centro storico, in via Giacomo Pala, ma dopo quarantotto ore sono stati costretti ad abbassare nuovamente la serranda per le restrizioni della zona arancione. «Da lunedì abbiamo potuto riaprire e il primo riscontro è stato positivo, pensavamo andasse peggio invece la clientela sta rispondendo bene», dice Feroleto, che comunque ammette: «Anche nelle giornate di sole, il Corso è abbastanza spento». Rose e petali sui tavoli, tra i piatti che sicuramente consiglieranno ai clienti. Come, dice, «la rivisitazione dei culurgiones con crema di pecorino, guanciale croccante e pomodoro».
Voglia di ristorante. Nelle due settimane durante le quali hanno dovuto tenere la serranda abbassata, le sorelle berchiddesi del Piperita Patty, in via Garibaldi, al centro, come diversi altri ristoratori della città hanno optato per l’asporto. «In particolare – dicono Francesca, Gabriella e Paola Apeddu – per il fatto che da un po’ di tempo avevamo iniziato a fare i brunch nel fine settimana e quando è arrivata la comunicazione della chiusura avevamo appena fatto tutta la spesa. Poi abbiamo deciso di continuare». Niente menù tematico per San Valentino, «perché proprio in questa settimana abbiamo cambiato la nostra carta quindi in ogni caso si trovano piatti nuovi, polpette di polpo, crocchette di foie gras, son cambiati tutti i primi». Tutto completo da giorni, non solo fidanzati: «È la prima domenica davvero libera dopo le ultime settimane, tante famiglie e piccoli gruppi di amici vogliono mangiare fuori».
Menù afrodisiaco. Lontano dal Corso, anche al “Mattacchione”, in via Copenaghen, coperti pieni per oggi. «Abbiamo riaperto solo due giorni fa. Volevamo evitare di farci trovare impreparati ad altre sorprese, avvisi dell’ultimo momento, e non volevamo rischiare gli ingredienti freschi – dicono Rossella Meloni e lo chef Giuseppe Barracu –. La proposta oltre alla carta è un menù dedicato a San Valentino con vari elementi afrodisiaci, come l’ostrica cotta a bassa temperatura con yogurt e aria di limone o il dolce, cioccolato con olio extravergine, peperoncino e lampone».
Al Corso. «Inizialmente avevamo pensato un menù fisso a tema San Valentino, poi abbiamo cambiato idea – spiega a tal proposito Cristian Feroleto, titolare di “Disizos Sardos” –. Ci sembrava limitante, è la festa delle coppie quindi decidano loro cosa scegliere per festeggiare». Insieme alla compagna, Valentina Giansanti, i due erano diventati il caso dell’isola. Lo scorso giovedì 21 gennaio avevano inaugurato il ristorante al centro storico, in via Giacomo Pala, ma dopo quarantotto ore sono stati costretti ad abbassare nuovamente la serranda per le restrizioni della zona arancione. «Da lunedì abbiamo potuto riaprire e il primo riscontro è stato positivo, pensavamo andasse peggio invece la clientela sta rispondendo bene», dice Feroleto, che comunque ammette: «Anche nelle giornate di sole, il Corso è abbastanza spento». Rose e petali sui tavoli, tra i piatti che sicuramente consiglieranno ai clienti. Come, dice, «la rivisitazione dei culurgiones con crema di pecorino, guanciale croccante e pomodoro».
Voglia di ristorante. Nelle due settimane durante le quali hanno dovuto tenere la serranda abbassata, le sorelle berchiddesi del Piperita Patty, in via Garibaldi, al centro, come diversi altri ristoratori della città hanno optato per l’asporto. «In particolare – dicono Francesca, Gabriella e Paola Apeddu – per il fatto che da un po’ di tempo avevamo iniziato a fare i brunch nel fine settimana e quando è arrivata la comunicazione della chiusura avevamo appena fatto tutta la spesa. Poi abbiamo deciso di continuare». Niente menù tematico per San Valentino, «perché proprio in questa settimana abbiamo cambiato la nostra carta quindi in ogni caso si trovano piatti nuovi, polpette di polpo, crocchette di foie gras, son cambiati tutti i primi». Tutto completo da giorni, non solo fidanzati: «È la prima domenica davvero libera dopo le ultime settimane, tante famiglie e piccoli gruppi di amici vogliono mangiare fuori».
Menù afrodisiaco. Lontano dal Corso, anche al “Mattacchione”, in via Copenaghen, coperti pieni per oggi. «Abbiamo riaperto solo due giorni fa. Volevamo evitare di farci trovare impreparati ad altre sorprese, avvisi dell’ultimo momento, e non volevamo rischiare gli ingredienti freschi – dicono Rossella Meloni e lo chef Giuseppe Barracu –. La proposta oltre alla carta è un menù dedicato a San Valentino con vari elementi afrodisiaci, come l’ostrica cotta a bassa temperatura con yogurt e aria di limone o il dolce, cioccolato con olio extravergine, peperoncino e lampone».
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