La Nuova Sardegna

Olbia

«Cinque anni per le imprese»

di Giandomenico Mele
«Cinque anni per le imprese»

Mario Gattu lascia la presidenza del Cipnes e traccia il bilancio del mandato: «Non ho fatto politica»

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OLBIA. Mario Gattu lascia dopo cinque anni la presidenza del Cipnes, il Consorzio industriale del nord est Sardegna. Imprenditore nel settore dell’edilizia, era stato eletto dall’assemblea dei consorziati nel dicembre 2015, espressione delle associazioni di categoria. Dopo un lustro saluta un ente che, nonostante la crisi economica generata dal Covid-19, continua a essere motore di sviluppo per il territorio, a partire da settori decisivi per Olbia e la Gallura come nautica e agroalimentare. «Vengo dal mondo del lavoro e delle attività produttive. Chi lavora pensa all’impresa, tutto il giorno, senza occuparsi della politica – spiega Mario Gattu – La nostra politica è il lavoro. In questi cinque anni ho cercato di creare un rapporto privilegiato più con le attività produttive del distretto che con la politica. Spero di esserci riuscito».

La nautica. Uno dei fiori all’occhiello del distretto produttivo del Cipnes, tra i più importanti del Mediterraneo, è la nautica. «A Olbia, fino a venti anni fa, quasi non esisteva – sottolinea Gattu – Nonostante la città sia sul mare, non c’era una simile vocazione. In questi anni, grazie al lavoro e alla visione del Cipnes, che ha creato una nuova mentalità imprenditoriale e realizzato le infrastrutture, sono nati nuovi cantieri nautici. Alcuni costruiscono barche e gommoni di grande valore, che vengono venduti in tutto il mondo. Stiamo cercando di fare un’altra cosa importante: portare la scuola Amsicora nel distretto. Perché i ragazzi che studiano come fare una barca e costruire i motori, d’estate, quando finiscono le scuole, possano essere assunti dalle imprese e imparare, sul campo, il mestiere».

Pte. La piattaforma tecnologica europea rappresenta una delle infrastrutture chiave per il futuro economico di Olbia e della Gallura. «Il completamento della Pte penso avverrà entro l’anno – conferma Gattu – L’impatto sull’economia passerà dalla visibilità che daremo ai migliori prodotti della Sardegna: formaggi, insaccati, vino, legumi, riso, zafferano. Tutti prodotti straordinari che hanno bisogno di nuovi mercati. Il nostro progetto serve a comunicare questa ricchezza a chi viene in Sardegna sia come investitore industriale o come turisti. Nella Pte stiamo costruendo un altro progetto importante: un polo di ricerca tecnologica per la creazione di start-up. Le ragazze e i ragazzi che hanno voglia di fare gli imprenditori e una certa idea di futuro potranno costruire il loro progetto, studiandolo e programmandolo insieme a noi e avendo la possibilità di farlo conoscere al mondo produttivo».

Aree produttive. «La cosa più rilevante nel lavoro del Cipnes – prosegue Gattu – è che stiamo rispettando l’ambiente: stiamo riacquisendo i capannoni in disuso e li stiamo dando in mano a nuovi qualificati investitori. Non vogliamo più consumare territorio ma recuperare il paesaggio. La pista ciclabile ne è l’esempio: produce energia pulita, ridisegna il nostro distretto, è digitale. Il Cipnes sarà anche un luogo di socializzazione. Non c’è un distacco con la comunità. Siamo parte della comunità».

Energia e futuro. Uno dei passaggi più importanti nella programmazione del Cipnes riguarda la discarica di Spiritu Santu. «Finalmente a Olbia si è fatta una cosa importante: la trasformazione dei rifiuti in energia sempre più sostenibile. Recupereremo il gas di scarico dai rifiuti e lo metteremo in rete. Abbiamo già trovato un accordo con l’ospedale Mater Olbia. Stiamo lavorando anche per risolvere il problema di Murta Maria: mettendo sempre più in sicurezza la vecchia discarica comunale, destinata a esaurirsi molto presto. La filosofia è che il Cipnes si dovrà mantenere da solo: i finanziamenti a pioggia non arrivano più, si devono creare basi solide di sostegno alla nostra azione».

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