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Olbia, il Piano casa blocca gli ampliamenti vicino alle aree umide

di Serena Lullia
Olbia, il Piano casa blocca gli ampliamenti vicino alle aree umide

Il provvedimento regionale consente solo manutenzioni ordinarie e straordinarie nel raggio di 300 metri da stagni e lagune. Il blocco interessa tutta la zona da Pittulongu a Bados e Marina Maria

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OLBIA. Il nuovo Piano casa blocca gli ampliamenti nel raggio di 300 metri dalle zone umide, stagni, lagune, stabilendo la massima tutela per quelle aree considerate beni paesaggistici.

La regola, valida per tutta la Sardegna, si traduce sul territorio olbiese così: gli immobili che si trovano in quella fascia, da Pittulongu a Bados ma anche a Marina Maria, non potranno aggiungere un solo mattone a quelli esistenti.

La norma, introdotta nel Piano casa approvato dalla giunta Solinas a inizio anno, produce in città gli stessi effetti che hanno fatto arrabbiare i sindaci di Cagliari e Quartu. Il blocco degli ampliamenti degli edifici esistenti e le costruzioni ex novo. Ci sono già alcune richieste in tal senso arrivate negli uffici comunali dalla zona di Pittulongu e altre ne seguiranno. Ma la risposta dell’ente non potrà che essere negativa. Lo strumento urbanistico regionale fa lo sgambetto a chi pensava di poter aggiungere una stanza alla villetta o all’appartamento con vista mare. Il provvedimento non fa distinzione tra inquadramenti urbanistici.

A stabilirlo è l’articolo 27 del Piano casa che dice: «fino all’adeguamento del Ppr e delle norme tecniche di attuazione, il vincolo paesaggistico di conservazione e tutela sulle zone umide si estende all’intera fascia di 300 metri dalla linea di battigia dei laghi naturali, degli stagni, delle lagune e degli invasi artificiali, a prescindere dalle perimetrazioni operate sulle relative cartografie in misura inferiore».

Il vincolo produce effetti anche sui futuri progetti. «Nelle zone urbanistiche A, B, C, D, E ed F dei comuni che non abbiano provveduto all'adeguamento del piano urbanistico comunale al Ppr, le aree libere da volumi regolarmente accatastati alla data di approvazione della legge, che ricadano nella fascia di tutela, sono inedificabili e non possono essere oggetto di alcuna trasformazione urbanistica o edilizia».

Sugli edifici esistenti sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione.
 

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