Violenze sulla figlia 17enne il padre in tribunale
di Tiziana Simula
La drammatica storia di abusi sessuali in famiglia era stata scoperta sette anni fa Scatta l’ennesimo rinvio del processo: non si è mai tenuta neppure una udienza
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TEMPIO. Aveva assunto farmaci a scopo autolesivo e solo allora, quando era stata ricoverata nel reparto di neuropsichiatria, aveva raccontato cosa accadeva nella sua casa. Aveva riferito dei maltrattamenti fisici e delle attenzioni sessuali che le riservava da tempo suo padre. Con i medici e il personale dell’ospedale aveva sfogato il suo dolore. Suo padre si ubriacava continuamente. E quando era in quelle condizioni, la costringeva a compiere e subire atti sessuali. Aveva anche detto che sua madre, pur sapendo dei comportamenti del marito, non interveniva per paura. Lei aveva 17 anni.
La vicenda è finita in tribunale. Vittima delle presunte violenze, una ragazzina – ora 24enne – di origine romena, da tempo residente insieme alla sua famiglia a Tempio. Sotto processo, suo padre, 68 anni, difeso dall’avvocato Giuseppe De Meo, accusato di «aver costretto e comunque indotto a compiere e subire atti sessuali, sua figlia 17enne».
L’avvio del processo davanti al tribunale in composizione collegiale era fissato per ieri. Ma per la seconda volta non si è potuto aprire perché l’imputato e il resto della famiglia sono risultati irreperibili. L’udienza è stata quindi rinviata.
La drammatica storia di abusi e degrado era esplosa nel 2014. A quell’anno risalgono i gravissimi fatti contestati all’uomo. La ragazzina era stata ricoverata in ospedale in conseguenza di atti di autolesionismo: aveva assunto farmaci. Durante la sua degenza era emerso con forza il suo disagio e il suo malessere e le pesantissime accuse nei confronti del genitore.
Inizialmente aveva confermato la sua versione dei fatti anche dopo che suo padre e sua madre, chiamati a colloquio, avevano negato ogni accusa, e aveva chiesto l’allontanamento dalla sua famiglia. Era emerso un quadro familiare molto critico, devastato da problemi economici. Poi, però, lei stessa aveva ritrattato tutto. Negando ciò che aveva detto su suo padre. Ma l’inchiesta della Procura di Tempio è andata avanti, indagando l’uomo.
Il giudice dell’udienza preliminare lo ha rinviato a giudizio, ritenendo necessaria la celebrazione di un processo per fare chiarezza sulle accuse mosse dalla figlia.
Dagli accertamenti medici è emerso che la giovane è affetta da un disturbo della personalità. Sarebbe necessaria quindi una perizia per stabilire la veridicità dei suoi racconti.
La vicenda è finita in tribunale. Vittima delle presunte violenze, una ragazzina – ora 24enne – di origine romena, da tempo residente insieme alla sua famiglia a Tempio. Sotto processo, suo padre, 68 anni, difeso dall’avvocato Giuseppe De Meo, accusato di «aver costretto e comunque indotto a compiere e subire atti sessuali, sua figlia 17enne».
L’avvio del processo davanti al tribunale in composizione collegiale era fissato per ieri. Ma per la seconda volta non si è potuto aprire perché l’imputato e il resto della famiglia sono risultati irreperibili. L’udienza è stata quindi rinviata.
La drammatica storia di abusi e degrado era esplosa nel 2014. A quell’anno risalgono i gravissimi fatti contestati all’uomo. La ragazzina era stata ricoverata in ospedale in conseguenza di atti di autolesionismo: aveva assunto farmaci. Durante la sua degenza era emerso con forza il suo disagio e il suo malessere e le pesantissime accuse nei confronti del genitore.
Inizialmente aveva confermato la sua versione dei fatti anche dopo che suo padre e sua madre, chiamati a colloquio, avevano negato ogni accusa, e aveva chiesto l’allontanamento dalla sua famiglia. Era emerso un quadro familiare molto critico, devastato da problemi economici. Poi, però, lei stessa aveva ritrattato tutto. Negando ciò che aveva detto su suo padre. Ma l’inchiesta della Procura di Tempio è andata avanti, indagando l’uomo.
Il giudice dell’udienza preliminare lo ha rinviato a giudizio, ritenendo necessaria la celebrazione di un processo per fare chiarezza sulle accuse mosse dalla figlia.
Dagli accertamenti medici è emerso che la giovane è affetta da un disturbo della personalità. Sarebbe necessaria quindi una perizia per stabilire la veridicità dei suoi racconti.
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