Le aule non bastano più: aria di rivolta al Deffenu
di Marco Bittau
Protestano i genitori eletti nel Consiglio d’istituto, sotto accusa c’è la Provincia Inutilizzabili anche i laboratori tecnici occupati dalle classi che svolgono la Dad
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OLBIA. Aria di rivolta all’istituto tecnico Deffenu: da dicembre non ci sono aule a sufficienza per gli studenti le aule per tutti gli studenti che, già penalizzati dalla didattica a distanza, ora che a turno frequentano in presenza, sono impossibilitati a utilizzare i laboratori di chimica, informatica, nautico, perché gli stessi locali devono essere utilizzati come aule per le classi in Dad, ospitando i docenti e gli alunni che hanno diritto, comunque, a frequentare in presenza. Una situazione già esplosiva e destinata ad aggravarsi nel momento in cui la percentuale degli alunni in presenza aumenterà dal 50 al 75%. Protestano i genitori eletti nel Consiglio d’istituto che già ipotizzano l’inevitabile e temuto ricorso ai doppi turni pomeridiani. Nel mirino c’è la Provincia.
Erano stati proprio i genitori, lo scorso mese di dicembre, a lanciare l’allarme per la mancanza di aule (almeno 6/8) all’istituto Deffenu, uno dei più affollati di Olbia. Aule necessarie per garantire lo svolgimento della normale didattica, venute meno con l’indisponibilità di quelle della scuola Maria Rocca concesse in convenzione dal Comune di Olbia fino al 20 dicembre scorso, in attesa che la Provincia provvedesse a reperire nuovi spazi. «Purtroppo – spiega Pier Giulio Mura, portavoce dei genitori eletti nel Consiglio d’istituto – nonostante siano passati alcuni mesi, la situazione non solo non è migliorata ma, se possibile, è anche peggiorata. Nell’ultima seduta del Consiglio d’istituto è emerso con chiarezza la mancanza di alcun intervento da parte della Provincia per ottenere una soluzione immediata all’assenza di aule. Gli studenti, infatti, già pesantemente penalizzati dalla didattica a distanza di questi mesi, ora che a turno frequentano in presenza, sono impossibilitati a utilizzare i laboratori perché gli stessi devono essere utilizzati come aule per le classi in Dad, ospitando i docenti e gli alunni che comunque frequentano in presenza». «Sia la scuola che i genitori – aggiunge Mura – dall’inizio dell’anno si sono dati da fare per individuare spazi da poter utilizzare come aule, informando la Provincia, con riferimento all’esigenza di ottenere locali da utilizzare a regime nei prossimi anni, ma anche locali da utilizzare immediatamente per consentire uno svolgimento regolare dell’anno scolastico. A questo proposito, abbiamo riscontrato anche la disponibilità del sindaco Nizzi, dichiarata in consiglio comunale, a concedere almeno fino alla fine dell’anno scolastico, i locali ex Aspo in via Capotesta».
«A fronte di tali segnalazioni e offerte – continuano i genitori – dobbiamo purtroppo prendere atto dell’assenza di qualsiasi riscontro da parte della Provincia che possa in qualche maniera portare una soluzione immediata al problema che impedisce a quasi 200 alunni di svolgere una regolare attività, con utilizzo in particolare dei laboratori».
La situazione al Deffenu è destinata a precipitare nel momento in cui la percentuale degli alunni in presenza dovesse passare dal 50% al 75%. «In tal caso, infatti – dicono i genitori – l’istituto potrà garantire ai ragazzi un regolare svolgimento della didattica in sicurezza, solamente avviando i turni pomeridiani, con tutte le difficoltà che si dovranno affrontare. Siamo sconcertati e avviliti da questa assenza istituzionale, come se lo svolgimento dell’attività didattica non fosse una priorità da affrontare, per cui facciamo l’ennesimo appello alla Provincia affinché non si limiti alla pubblicazione di inviti a presentare offerte per affittare immobili da adibire ad aule, ma si attivi con urgenza a garantire ai ragazzi gli spazi vitali per la didattica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Erano stati proprio i genitori, lo scorso mese di dicembre, a lanciare l’allarme per la mancanza di aule (almeno 6/8) all’istituto Deffenu, uno dei più affollati di Olbia. Aule necessarie per garantire lo svolgimento della normale didattica, venute meno con l’indisponibilità di quelle della scuola Maria Rocca concesse in convenzione dal Comune di Olbia fino al 20 dicembre scorso, in attesa che la Provincia provvedesse a reperire nuovi spazi. «Purtroppo – spiega Pier Giulio Mura, portavoce dei genitori eletti nel Consiglio d’istituto – nonostante siano passati alcuni mesi, la situazione non solo non è migliorata ma, se possibile, è anche peggiorata. Nell’ultima seduta del Consiglio d’istituto è emerso con chiarezza la mancanza di alcun intervento da parte della Provincia per ottenere una soluzione immediata all’assenza di aule. Gli studenti, infatti, già pesantemente penalizzati dalla didattica a distanza di questi mesi, ora che a turno frequentano in presenza, sono impossibilitati a utilizzare i laboratori perché gli stessi devono essere utilizzati come aule per le classi in Dad, ospitando i docenti e gli alunni che comunque frequentano in presenza». «Sia la scuola che i genitori – aggiunge Mura – dall’inizio dell’anno si sono dati da fare per individuare spazi da poter utilizzare come aule, informando la Provincia, con riferimento all’esigenza di ottenere locali da utilizzare a regime nei prossimi anni, ma anche locali da utilizzare immediatamente per consentire uno svolgimento regolare dell’anno scolastico. A questo proposito, abbiamo riscontrato anche la disponibilità del sindaco Nizzi, dichiarata in consiglio comunale, a concedere almeno fino alla fine dell’anno scolastico, i locali ex Aspo in via Capotesta».
«A fronte di tali segnalazioni e offerte – continuano i genitori – dobbiamo purtroppo prendere atto dell’assenza di qualsiasi riscontro da parte della Provincia che possa in qualche maniera portare una soluzione immediata al problema che impedisce a quasi 200 alunni di svolgere una regolare attività, con utilizzo in particolare dei laboratori».
La situazione al Deffenu è destinata a precipitare nel momento in cui la percentuale degli alunni in presenza dovesse passare dal 50% al 75%. «In tal caso, infatti – dicono i genitori – l’istituto potrà garantire ai ragazzi un regolare svolgimento della didattica in sicurezza, solamente avviando i turni pomeridiani, con tutte le difficoltà che si dovranno affrontare. Siamo sconcertati e avviliti da questa assenza istituzionale, come se lo svolgimento dell’attività didattica non fosse una priorità da affrontare, per cui facciamo l’ennesimo appello alla Provincia affinché non si limiti alla pubblicazione di inviti a presentare offerte per affittare immobili da adibire ad aule, ma si attivi con urgenza a garantire ai ragazzi gli spazi vitali per la didattica».
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