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Olbia

Le imprese e il Covid, la Cna Gallura in trincea

Le imprese e il Covid, la Cna Gallura in trincea

L’associazione guida le aziende a districarsi tra Dpcm e bonus. La lunga battaglia per sfuggire alla morsa della burocrazia 

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OLBIA. Tra pandemia e crisi economica, l’annus horribilis delle imprese ha visto la Cna Gallura impegnata senza sosta a sostenere centinaia di aziende locali costrette ad affrontare una vera e propria lotta per la sopravvivenza. I numeri sono impietosi: secondo le stime Istat, infatti, l’Italia nel 2020 ha subito la diminuzione del Pil di 9 punti percentuali rispetto al 2019. Gli effetti della crisi economica si sono riversati sulla popolazione, aumentando il divario sociale e decretando la perdita di lavoro per 500 mila persone. Tutto questo per dire che l’impatto del Covid sull’economia è stato devastante. E in questo contesto la Gallura non è certo un’isola felice.

«La Regione, il Governo nazionale e l’Unione europea hanno risposto con interventi volti a contrastare l’attuale crisi – dice il presidente della Cna Gallura, Benedetto Fois –. Da parte nostra, abbiamo tenuto costantemente aperto il dialogo con le parti, esprimendoci soprattutto sui provvedimenti di chiusura delle attività economiche e i meccanismi di tutela del lavoro e delle imprese. Purtroppo, spesso gli interventi sono risultati complessi, farraginosi nelle modalità e non rispondenti alle esigenze di tempo e di bisogno delle imprese. Così, spesso, le misure, buone dal punto di vista dell’intento si sono rivelate insufficienti e inadeguate a causa della burocrazia».

La Cna Gallura ricorda le questioni centrali su cui si è lavorato intensamente durante la pandemia: dai vari Dpcm che si sono succeduti nel tempo ai decreti di rilancio e ristoro per le aziende in crisi, dall’Ecobonus 110% ai gruppi di lavoro della Commissione Colao, dalla partecipazione agli stati generali dell’economia alla riforma degli ammortizzatori sociali. «Una cura particolare – aggiunge Fois – è stata dedicata ai protocolli di sicurezza concordati con le altre parti sociali e i ministeri per consentire l’esercizio delle attività salvaguardando collaboratori e clientela, nonché ai codici di autoregolamentazione interni, anche se poi le misure restrittive hanno trasformato tali protocolli solo un costo per le aziende».

Molto attiva la Cna anche sul fronte del supporto informativo alle imprese. «Abbiamo costantemente aggiornato le imprese associate via mail, Facebook, Telegram, sito www.cnagallura.it e con riunioni in videoconferenza – dice la direttrice Marina Deledda –. Inoltre, durante il primo lock-down è stato attivato il servizio di broadcast su Whatsapp, per comunicare velocemente le informazioni più importanti».

«È importante evidenziare che nel 2021 è prevista una crescita del Pil di circa il 6% – aggiunge la direttrice della Cna Gallura – Una percentuale significativa ma non sufficiente a recuperare la flessione dell’anno scorso. Le scelte strategiche del nostro paese devono sempre tener conto delle richieste costanti di riforma del fisco, della riduzione ai minimi termini della burocrazia e incentivi agli investimenti. Solo così potremmo ambire a prospettiva di ritorno ad una vita serena orientata allo sviluppo».

«L’augurio – conclude – è che ci sia una visione espansiva delle politiche di bilancio, corresponsione veloce e mirata dei ristori, l’avvio dei progetti finanziati al bonus riqualificazione 110% ma soprattutto una chiara definizione, programmazione e controllo del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Comprendere che il Piano definisce obiettivi e interventi connessi a tre assi strategici (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale) mettendo a disposizione 208,6 miliardi è fondamentale. È una somma che, tra il 2021 e il 2026, si aggiunge alle risorse europee già disponibili e come parti sociali vogliamo essere partecipi nella costruzione di questo piano di rinascita che coinvolge la spina dorsale del nostro paese, cioè le piccole e medie imprese». (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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