Pugno di ferro in questura «Stop agli assembramenti»

Nel mirino i locali della movida pomeridiana: raffica di multe salate e bar chiusi  Serrande abbassate anche in storici ritrovi dei giovani al Corso e in via Galvani 

OLBIA. È proseguita anche ieri sera l’operazione di polizia per verificare il rispetto delle limitazioni anti Covid nei locali della movida olbiese. In due giornate di controlli a tappeto le volanti della Questura di Sassari hanno fatto mattanza: sei bar chiusi per cinque giorni e una raffica di multe sino a mille euro. Praticamente un salasso per i forzati dell’aperitivo selvaggio.

Il blitz del fine settimana ha lasciato il segno e già ieri mattina nei locali del centro non si parlava d’altro. Anche perché un’operazione di polizia così massiccia e incisiva non si era ancora vista a Olbia durante tutta la pandemia. Ora qualcosa è cambiato e si può anche ipotizzare che in Questura, dopo un evidente periodo di benevola tolleranza, sia scattato il classico giro di vite.

Nella rete dei controlli sono finiti bar e ritrovi sparsi n mezza città, dal centro storico a viale Aldo Moro, da via Roma a via Vittorio Veneto. La stretta implacabile degli agenti del commissariato di polizia non ha risparmiato neppure ritrovi storici dei giovani olbiesi, tra il corso Umberto e piazza Regina Margherita, oppure in via Galvani davanti al parco Fausto Noce. Per tutti la stessa procedura: si contano i clienti, si misurano le distanze tra i tavoli e si verifica l’utilizzo delle mascherine. Alla fine della giostra, per chi non è stato attento non c’è scampo: multe salate e serrande abbassate per cinque giorni. Una brutta tegola in un periodo difficile dove ristoranti e pubblici esercizi hanno già dovuto fare i salti mortali nel labirinto colorato di giallo, arancione e rosso che ha ridotto notevolmente il volume di affari.

Sinora i controlli anti-assembramento erano stati fatti nel segno di una certa tolleranza e comprensione. Puniti solo i titolari che avevano davvero esagerato nel lasciar fare. Però, così facendo, un week end dopo l’altro, la situazione stava ormai sfuggendo di mano. Tutti gli olbiesi, infatti, hanno visto con i loro occhi gli assembramenti del sabato ed ella domenica in molti locali del centro e della periferia. Un eccesso imperdonabile in mezzo a tanta paura per la possibile deriva della pandemia con le varianti del virus e il rischio di un nuovo lockdown nazionale.

Così sabato è scattato il blitz, proseguito poi anche ieri. Le pattuglie del commissariato di polizia, su ordine della Questura di Sassari, sono entrate in azione nel pomeriggio per passare al setaccio un campione di locali nell’ora dell’aperitivo prolungato (dall’ora del caffè sino a quella del tè), cioè quel nuovo e strano fenomeno sociale che si sta diffondendo nelle regioni in zona gialla. Un pericoloso anticipo concentrato in poche ore di quelle abitudini che prima normalmente si spalmavano nell’arco di tutta la giornata. In altre parole, una improbabile movida giovanile anticipata dalla notte al pomeriggio con tanto di musica dal vivo, karaoke, cocktail, abiti e trucchi da discoteca per simulare quelle tanto care “seratine” che non ci sono e non ci saranno più. Almeno ancora per qualche tempo. La maggior parte dei bar e dei locali sinora ha saputo gestire responsabilmente una situazione difficile, ma i contravventori sono comunque tanti e alla fine la palla è passata alle forze dell’ordine, che sono dovute intervenire anche pesantemente. A Olbia come in tutte le altre città d’Italia.

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