La Nuova Sardegna

Olbia

«Rinagghju, vendita che non tutela l’interesse pubblico»

di Angelo Mavuli
«Rinagghju, vendita che non tutela l’interesse pubblico»

Tempio Cambia e Alternativa Popolare spiegano il no alla delibera approvata giovedì dal consiglio comunale

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TEMPIO. La vendita di Rinagghju non ne garantisce il rilancio. All’indomani della cessione del compendio, deliberata giovedì dalla maggioranza guidata dal sindaco Gianni Addis, la minoranza ribadisce le ragioni del suo no, mentre in città si scatenano i commenti su una decisione sicuramente storica per Tempio che di Rinagghju ha fatto sempre una sua bandiera. Sia il gruppo Tempio Cambia di Nicola Comerci (consiglieri Marina Tamponi e Nicola Tondini) che il gruppo Alternativa Popolare di Alessandra Amic e di Alessandro Cordella, subentrato alla dimissionaria Alessandra Vasa, hanno votato contro.

«Tempio Cambia – spiega un documento – ha espresso il voto contrario all'alienazione del compendio di Rinagghju, perché la vendita, quale strumento individuato dall'amministrazione comunale per la riqualificazione e valorizzazione del compendio, non garantisce affatto il conseguimento delle finalità di interesse pubblico che la stessa amministrazione tempiese afferma di essersi prefissa quale obiettivo». Secondo Tempio Cambia, «una maggiore tutela del bene pubblico si sarebbe potuta ottenere con l'utilizzo di strumenti quali la concessione o il partenariato pubblico/privato che avrebbe consentito all’Ente locale di verificare e controllare la realizzazione del progetto presentato dal privato. Stato di fatto che sarà del tutto precluso una volta perfezionata la vendita». Tempio Cambia, fra i vari motivi di ostilità alla vendita, inserisce «il prezzo ritenuto insufficiente, l’alienazione deliberata ancor prima del frazionamento dell’area, e la cura recentemente riservata alla stessa».

Molto particolareggiata e ampiamente illustrata anche la posizione contraria alla vendita di Alessandra Amic di Alternativa Popolare. La consigliera parla apertamente «di un eventuale danno erariale per il Comune, derivante dal contrasto tra Pdf in vigore e Puc in corso di approvazione». Nel vigente Pdf, – spiega Amic – «Rinagghju ha la destinazione urbanistica "G", con un indice di edificabilità/volumetria pari a 126.000 metri cubi. Non essendo il Puc ancora approvato, resta in vigore solo quanto previsto nel Pdf. Quindi il valore dell'area del compendio, oggetto di dismissione, deve essere determinato come un valore di zona G e non come area agricola, così come, invece, si vuole procedere. In tal modo – sottolinea ancora Amic – si creerebbe un danno erariale al Comune, corrispondente alla differenza tra il valore a metro quadro di una zona G ed il valore nettamente inferiore di una zona agricola. Senza poi far riferimento anche ai valori della volumetria».

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