in tribunale il 39enne allontanato da casa
Botte e insulti alla compagna «Chiedo scusa, non berrò più»
OLBIA. Con le lacrime agli occhi e la voce tremante ha ammesso le sue colpe. «Sì lo so di cosa sono accusato. Chiedo scusa per quello che ho fatto. Quando bevo perdo il controllo, non mi sono reso...
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OLBIA. Con le lacrime agli occhi e la voce tremante ha ammesso le sue colpe. «Sì lo so di cosa sono accusato. Chiedo scusa per quello che ho fatto. Quando bevo perdo il controllo, non mi sono reso conto che stavo facendo del male a mia moglie. Farei qualsiasi cosa per ritornare con la mia famiglia. Signor giudice, non berrò più». Nelle sue spontanee dichiarazioni rese al gip Marco Contu, ha chiesto perdono per il suo comportamento, il 39enne accusato di maltrattamenti nei confronti della convivente (entrambi romeni ma residenti da tempo in città), e per il quale è scattata nei giorni scorsi la misura dell’allontanamento dalla casa familiare. Qualche settimana fa, lui le avrebbe messo una corda al collo minacciandola di morte. Ma l’elenco delle accuse mosse all’uomo dalla Procura – che ha attivato le procedure del Codice Rosso in seguito alla denuncia della donna – è lungo. Violenze fisiche e psicologiche che sarebbero diventate sempre più frequenti negli ultimi mesi e che si ripetevano ogni volta che beveva, anche in presenza del loro figlio di sei anni. In preda agli effetti dell’alcol e ossessionato dalla gelosia perdeva il controllo e si scagliava contro la convivente minacciandola, insultandola e colpendola con schiaffi.
Difeso dall’avvocato Marco Petitta, ieri è comparso davanti al giudice per l’interrogatorio. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha voluto chiedere scusa per il suo comportamento violento, provocato, come lui stesso ha ammesso, dall’alcol. Ha detto di essersi reso conto di aver sbagliato e che non avrebbe bevuto più. E a conferma della sua promessa – tutto messo a verbale – porterà periodicamente al giudice le proprie analisi del sangue per dimostrare che non sta più bevendo. Il suo pentimento, però, non è stato sufficiente a ottenere una misura meno restrittiva che gli consentisse di riavvicinarsi a casa, anche sporadicamente, come richiesto dal difensore. Il gip ha confermato il provvedimento. Non potrà avvicinarsi alla convivente, né sul posto di lavoro, né nei luoghi che lei frequenta.
La donna – che ora chiede di far tornare a casa il compagno – aveva denunciato ai carabinieri una lunga serie di maltrattamenti. Che sarebbero cominciati dieci anni fa, diventando più frequenti negli ultimi mesi. Lui tornava a casa ubriaco e scatenava scenate di gelosia: le sferrava spesso schiaffi e colpi in testa, la insultava e minacciava. «Ti spacco la schiena con la scopa, ti ammazzo...», le urlava. L’ultimo episodio risale a metà marzo: il 39enne è su tutte le furie, la lite comincia nel pomeriggio e prosegue fino all’alba del giorno dopo. A un certo punto afferra una sedia, minaccia di lanciargliela contro. Lei si rifugia da un’amica. Poi va in caserma. La Procura attiva il Codice rosso a tutela della vittima delle violenze e del minore. Il giudice, accogliendo la richiesta del pm, lo allontana da casa. (t.s.)
Difeso dall’avvocato Marco Petitta, ieri è comparso davanti al giudice per l’interrogatorio. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha voluto chiedere scusa per il suo comportamento violento, provocato, come lui stesso ha ammesso, dall’alcol. Ha detto di essersi reso conto di aver sbagliato e che non avrebbe bevuto più. E a conferma della sua promessa – tutto messo a verbale – porterà periodicamente al giudice le proprie analisi del sangue per dimostrare che non sta più bevendo. Il suo pentimento, però, non è stato sufficiente a ottenere una misura meno restrittiva che gli consentisse di riavvicinarsi a casa, anche sporadicamente, come richiesto dal difensore. Il gip ha confermato il provvedimento. Non potrà avvicinarsi alla convivente, né sul posto di lavoro, né nei luoghi che lei frequenta.
La donna – che ora chiede di far tornare a casa il compagno – aveva denunciato ai carabinieri una lunga serie di maltrattamenti. Che sarebbero cominciati dieci anni fa, diventando più frequenti negli ultimi mesi. Lui tornava a casa ubriaco e scatenava scenate di gelosia: le sferrava spesso schiaffi e colpi in testa, la insultava e minacciava. «Ti spacco la schiena con la scopa, ti ammazzo...», le urlava. L’ultimo episodio risale a metà marzo: il 39enne è su tutte le furie, la lite comincia nel pomeriggio e prosegue fino all’alba del giorno dopo. A un certo punto afferra una sedia, minaccia di lanciargliela contro. Lei si rifugia da un’amica. Poi va in caserma. La Procura attiva il Codice rosso a tutela della vittima delle violenze e del minore. Il giudice, accogliendo la richiesta del pm, lo allontana da casa. (t.s.)
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