Puc ecco gli ostacoli e i tempi necessari prima che sia legge
di Serena Lullia
La prossima settimana il Piano urbanistico andrà a Cagliari Ci sono 15 enti che devono esprimersi sulla pianificazione
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OLBIA. Deve ancora macinare parecchi chilometri prima di diventare strumento di pianificazione vigente. Il Puc ha davanti a sé un percorso ancora lungo e pieno di ostacoli. Il Piano urbanistico, dopo l’esame delle osservazioni in Consiglio, prende la strada di Cagliari. La nuova pianificazione della città pensata dall’amministrazione Nizzi, insieme alle 758 osservazioni, verrà passata ai raggi x da circa 15 enti tra cui Tutela del paesaggio, Forestale, Capitaneria, Soprintendenza, Demanio, Cipnes. Ciascuno, in base alla sua competenza, dovrà esprimere un parere motivato sul piano generale e sugli effetti derivanti dall’accoglimento e rigetto delle osservazioni. La norma stabilisce che questa operazione debba avvenire in 120 giorni, quattro mesi insomma, a cui si possono aggiungere eventualmente altri 30 giorni. Facendo due rapidi calcoli questa fase di analisi potrebbe durare quindi fino ad agosto.
Gli scenari. Quattro gli scenari che si potrebbero definire alla fine della fase di copianificazione, cioè dopo che tutti gli enti avranno finito l’esame del Puc e delle osservazioni.
Scenario 1 “ miracoloso”. Il Puc è talmente fatto bene che nessun ente ha qualcosa da eccepire. A quel punto il Piano urbanistico torna in aula per l’adozione definitiva e poi ritorna a Cagliari per la verifica di coerenza.
Scenario 2 “catastrofico”: Il Piano urbanistico viene bocciato e finisce dritto dritto nel cestino.
Scenario 3 e 4 “realistici”. Gli enti presentano delle richieste di correzioni. Il Comune decide di recepirle ma qui si apre il bivio.
Il bivio. Se si tratta di modifiche non sostanziali, che non cambiano cioè in modo pesante il Puc, l’amministrazione, dopo averle accolte, torna in consiglio comunale, lo adotta in maniera definitiva e lo manda a Cagliari per la Verifica di coerenza. Solo ottenuto questo imprimatur il Puc può essere pubblicato sul Buras e a quel punto diventa strumento vigente.
Se invece le osservazioni sono sostanziali, ad esempio c’è il taglio delle zone F turistiche, la cancellazione di metri cubi, la ridefinizione degli ambiti, allora il Puc deve necessariamente tornare in consiglio comunale per una nuova adozione. A cui dovranno seguire i 60 giorni entro cui i cittadini possono presentare le osservazioni. Riparte quindi la complessa procedura vista negli ultimi mesi, con l’esame in commissione, e poi in Consiglio. E a questo punto ci saranno altri fogli di calendario da strappare.
Super lavoro. L’ufficio tecnico, guidato dal dirigente all’Urbanistica, Davide Molinari, ha lavorato sei mesi con uno staff di cinque persone per esaminare le 758 osservazioni dei cittadini dal punto di vista tecnico ed esprimere un parere. Ogni osservazione è stata illustrata in commissione Urbanistica prima di andare in discussione in aula.
Gli scenari. Quattro gli scenari che si potrebbero definire alla fine della fase di copianificazione, cioè dopo che tutti gli enti avranno finito l’esame del Puc e delle osservazioni.
Scenario 1 “ miracoloso”. Il Puc è talmente fatto bene che nessun ente ha qualcosa da eccepire. A quel punto il Piano urbanistico torna in aula per l’adozione definitiva e poi ritorna a Cagliari per la verifica di coerenza.
Scenario 2 “catastrofico”: Il Piano urbanistico viene bocciato e finisce dritto dritto nel cestino.
Scenario 3 e 4 “realistici”. Gli enti presentano delle richieste di correzioni. Il Comune decide di recepirle ma qui si apre il bivio.
Il bivio. Se si tratta di modifiche non sostanziali, che non cambiano cioè in modo pesante il Puc, l’amministrazione, dopo averle accolte, torna in consiglio comunale, lo adotta in maniera definitiva e lo manda a Cagliari per la Verifica di coerenza. Solo ottenuto questo imprimatur il Puc può essere pubblicato sul Buras e a quel punto diventa strumento vigente.
Se invece le osservazioni sono sostanziali, ad esempio c’è il taglio delle zone F turistiche, la cancellazione di metri cubi, la ridefinizione degli ambiti, allora il Puc deve necessariamente tornare in consiglio comunale per una nuova adozione. A cui dovranno seguire i 60 giorni entro cui i cittadini possono presentare le osservazioni. Riparte quindi la complessa procedura vista negli ultimi mesi, con l’esame in commissione, e poi in Consiglio. E a questo punto ci saranno altri fogli di calendario da strappare.
Super lavoro. L’ufficio tecnico, guidato dal dirigente all’Urbanistica, Davide Molinari, ha lavorato sei mesi con uno staff di cinque persone per esaminare le 758 osservazioni dei cittadini dal punto di vista tecnico ed esprimere un parere. Ogni osservazione è stata illustrata in commissione Urbanistica prima di andare in discussione in aula.
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