Air Italy al capolinea, oggi l’assemblea
Il sindacato Ugl: «Saranno tre mesi difficili, ma faremo sentire la nostra voce»
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OLBIA. Stasera, alle 16, si svolgerà l’assemblea online dei dipendenti Air Italy convocata dopo l’avvio da parte dell’azienda in liquidazione della procedura di licenziamento collettivo di tutti i lavoratori. Significa, in estrema sintesi che tutti i dipendenti della compagnia fondata dall’Aga Khan saranno tutti licenziati dal 30 giugno, alla scadenza della cassa integrazione. Il sindacato sta affilando le armi per opporsi a qualunque costo alla procedura ex legge 223.
«Meno di dieci mesi fa al ministero l’accordo sulla cassa integrazione al fine di evitare i licenziamenti previsti con la liquidazione dell'azienda – così l’Ugl riepiloga l’ultimo atto della fertenza – dicemmo subito che non sarebbero bastati dieci mesi per trovare delle soluzioni e oggi, come ieri, è ancora più evidente. Non solo il trasporto aereo sta attraversando la più grave crisi dalla nascita dell'aviazione commerciale, ma la pandemia non sembra mollare la presa, malgrado tutte le previsioni». «Di soluzioni industriali – dice ancora l’Ugl – al momento nemmeno l'ombra, tranne i soliti annunci che in tempi di crisi si materializzano sempre. Se dovessimo tenere il conto di quanti cinesi, italiani, russi, arabi, fondi, oligarchi si sono presentati in 11 anni di crisi non ci basterebbero le dita di due mani. Quindi dal 1° aprile è partita la procedura di licenziamento collettivo. Significa che i lavoratori, in assenza di eventi che modifichino il solco che la legge 223 traccia, saranno licenziati il 30 giugno. In questo solco occorrerà muoversi per evitare che i lavoratori Air Italy vengano scaricati come corpi non più utili». «Ci servono tempo e reddito – conclude l’Ugl – il tempo per non buttare a mare 1500 persone, ammortizzatori sociali per garantire il reddito dei lavoratori e trovare le soluzioni che le istituzioni si sono impegnate a trovare. I lavoratori saranno invitati a partecipare alle iniziative organizzate dal sindacato per far sentire forte la loro voce, senza sosta, sino a una soluzione positiva della vertenza. Abbiamo davanti tre mesi difficili nel più difficile contesto che potessimo immaginare. Supereremo anche questa facendo sentire la nostra voce».
«Meno di dieci mesi fa al ministero l’accordo sulla cassa integrazione al fine di evitare i licenziamenti previsti con la liquidazione dell'azienda – così l’Ugl riepiloga l’ultimo atto della fertenza – dicemmo subito che non sarebbero bastati dieci mesi per trovare delle soluzioni e oggi, come ieri, è ancora più evidente. Non solo il trasporto aereo sta attraversando la più grave crisi dalla nascita dell'aviazione commerciale, ma la pandemia non sembra mollare la presa, malgrado tutte le previsioni». «Di soluzioni industriali – dice ancora l’Ugl – al momento nemmeno l'ombra, tranne i soliti annunci che in tempi di crisi si materializzano sempre. Se dovessimo tenere il conto di quanti cinesi, italiani, russi, arabi, fondi, oligarchi si sono presentati in 11 anni di crisi non ci basterebbero le dita di due mani. Quindi dal 1° aprile è partita la procedura di licenziamento collettivo. Significa che i lavoratori, in assenza di eventi che modifichino il solco che la legge 223 traccia, saranno licenziati il 30 giugno. In questo solco occorrerà muoversi per evitare che i lavoratori Air Italy vengano scaricati come corpi non più utili». «Ci servono tempo e reddito – conclude l’Ugl – il tempo per non buttare a mare 1500 persone, ammortizzatori sociali per garantire il reddito dei lavoratori e trovare le soluzioni che le istituzioni si sono impegnate a trovare. I lavoratori saranno invitati a partecipare alle iniziative organizzate dal sindacato per far sentire forte la loro voce, senza sosta, sino a una soluzione positiva della vertenza. Abbiamo davanti tre mesi difficili nel più difficile contesto che potessimo immaginare. Supereremo anche questa facendo sentire la nostra voce».
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