Cantieri e Gnl, decide l’Università

Il Cipnes affida a un comitato scientifico la valutazione su polo nautico-turistico e deposito di metano

OLBIA. Sarà il parere di un comitato scientifico a decidere il futuro di Sa Testa. Il Consorzio industriale provinciale intende dare ai 20 ettari del promontorio panoramico sul golfo una veste di polo turistico-ricettivo-nautico. Hotel, negozi, un molo, cantieri nautici al posto di ginepri, lentischio e ginestre con vista sul faro. Il progetto sui terreni che nel Puc sono classificati come H, di massima tutela, ma ceduti all’ente di Cala Saccaia dal Comune, sarà valutato da un team composto da accademici delle università di Sassari e Cagliari. Sempre al comitato scientifico spetterà esprimersi sul deposito di metano da 40mila metri cubi davanti al molo Cocciani. Intanto il tema arriva in consiglio comunale su richiesta delle opposizioni. Se ne parla il 14 aprile.

Comitato al lavoro. «Il Consorzio si avvarrà della collaborazione delle università di Sassari e Cagliari per lo studio ambientale, storico, paesaggistico e architettonico dell’intervento programmato a Cala Saccaia e Sa Testa e ancora tutto da definire nei dettagli – fa sapere l’ente guidato dal presidente Gianni Sarti –. Sarà costituito un comitato scientifico che sulla base di quello del Consorzio Costa Smeralda analizzerà sia l’impatto ambientale delle costruzioni, sia le linee architettoniche delle costruzioni, sia la stessa fattibilità del progetto. Alle università saranno richieste più proposte progettuali e un parere scientifico che consenta di garantire la massima imparzialità e autorevolezza su due scelte che riguardano il futuro della Gallura: l’esigenza di creare economia duratura e quella di rispettare l’ambiente».

Consiglio comunale. Le minoranza unite hanno chiesto e ottenuto che il tema, di cui non c’è traccia nel Puc adottato due settimane fa, venga discusso in aula. Respinta la richiesta di un dibattito pubblico causa Covid.

Accordo Cipnes-Comune. Il Cipnes lavora per dare forma all'ampliamento della zona industriale. E per dare un senso economico ai 20 ettari a Sa Testa ottenuti dal Comune in cambio della cessione degli otto ettari del quartiere Tilibbas, di fatto zona urbana. Accordo giudicato illegittimo dal Gruppo di intervento giuridico, perché «la revisione del perimetro territoriale rientrante nel piano consortile della zona industriale è materia di competenza del consiglio comunale. Per cui siamo davanti a un atto adottato da organo incompetente, perciò nullo».

Avanti tutta. Parole che non frenano il cammino del progetto del Consorzio. «Fin dalla sua costituzione nel 1963, il Cipnes Gallura ha promosso lo sviluppo economico del territorio sostenendo i progetti sostenibili e così continuerà a fare – dicono dall’ente –. Il rispetto dell’ambiente è al centro dell’azione strategica e lo farà sia per l’individuazione del distretto nautico, sia per il deposito del Gnl».

Il metano trasloca?Ma se il polo turistico nautico è ben individuato nei 20 ettari di Sa Testa, in bilico il deposito di metano della Olbia Lng terminal. Il Cipnes «conferma le proprie valutazioni critiche sull’area individuata. Chiederemo alle università un parere scientifico su una precisa domanda: il deposito può creare danni ambientali e alla sicurezza? Se non ci saranno certezze, il Cipnes non potrà accogliere l’investimento».

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