La Nuova Sardegna

Olbia

Sos anestesisti, a rischio gli interventi

di Stefania Puorro
Sos anestesisti, a rischio gli interventi

Un solo specialista per turno in sala al Giovanni Paolo II: impossibile occuparsi di due pazienti urgenti in contemporanea

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OLBIA. Il blocco operatorio è quasi alla paralisi. C’è un solo anestesista per turno e si lavora in un’unica sala. E di fronte a due urgenze, si può intervenire su una. L’emergenza (mai risolta in realtà) si ripete. Anzi. Negli ultimi giorni è ulteriormente precipitata. E il drastico ed ennesimo ridimensionamento dell’attività chirurgica è inevitabile. Allora: in questo momento ci sono in tutto quattro anestesisti e quattro rianimatori, più il primario conviviso con Tempio. E in ciascun turno, c’è un solo rianimatore in reparto (che deve anche occuparsi delle urgenze del pronto soccorso) e un anestesista per la sala. Quindi: si possono garantire solo gli interventi chirurgici “urgenti indifferibili”. Ma il problema nasce appunto se ci sono in contemporanea un taglio cesareo e una frattura (ed è solo un esempio): uno dei pazienti dovrà essere mandato da un’altra parte.

E che cosa accadrà, invece, quando verrà riattivata anche l’area grigia? Sembrerebbe questa l’intenzione. Si parla infatti di lavori in corso per l’allestimento e in questo reparto isolato (dove i pazienti, in attesa di essere trasferiti in un centro accreditato Covid, dovrebbero essere accolti in via temporanea), la presenza di un anestesista-rianimatore è indispensabile. Il personale, però, non basta. Tanto che gli specialisti al lavoro attualmente, sono costretti a fare turni massacranti. E c’è qualcuno che in un mese è riuscito a riposarsi solo per due giorni. Le decise richieste di intervento sono state avanzate più volte in questi mesi e l’incremento dell’organico non è più rinviabile. Anche perché, secondo voci di corridoio, c’è pure il rischio di arrivare alla chiusura delle attività chiururgiche nel momento in cui non ci dovessero essere le condizioni di sicurezza per i pazienti prima di tutto, ma anche per gli operatori.

Al Giovanni Paolo II, come unico “rinforzo”, sono stati mandati due specializzandi in rianimazione e anestesia. Ma sono al primo e al secondo anno e, nonostante il loro impegno, sono ancora inesperti. Non in grado, insomma, di seguire da soli una seduta operatoria.

Il caso, ancora una volta, è stato sollevato dal consigliere regionale del Pd Giuseppe Meloni e da Daniele Cocco, capogruppo di Leu. Hanno presentato un’interrogazione con la quale chiedono al presidente Solinas e all’assessore Nieddu di conoscere «le azioni che intendono intraprendere con estrema urgenza affinché possa essere ripristinato un servizio che garantisca ai cittadini del Nord Est dell'Isola un livello ottimale di assistenza e consenta agli operatori di svolgere la loro funzione con la serenità. La situazione degli ospedali della Gallura è sempre critica, a causa della mancanza di personale: negli ultimi mesi è addirittura peggiorata e non sono arrivate risposte. Nei tre presidi della Assl (Olbia, Tempio e La Maddalena) dovrebbero esserci 27 anestesisti-rianimatori e soltanto 13 risultano operativi. Per questa ragione l’attività operatoria del reparto di Otorinolaringoiatria del Paolo Dettori di Tempio è stata interrotta bruscamente (è accaduto l’altro ieri proprio per la mancanza di anestesisti) e all’ospedale di Olbia lavorano solamente in nove. Non sono mai stati sostituiti sia i medici in pensione, ben 4, che quelli trasferiti (altri due. E così l’attività del blocco operatorio del Giovanni Paolo II - chiudono Meloni e Cocco - è in procinto di essere radicalmente ridotta. La presenza di un solo anestesista per turno determina che potranno essere effettuati unicamente interventi chirurgici urgenti indifferibili, e differibili di 24/48 ore unicamente nel caso in cui siano presenti almeno due anestesisti in turno».



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