La Nuova Sardegna

Olbia

Taras: «Ho proposto di piazzare Magnon dentro il cimitero»

Taras: «Ho proposto di piazzare Magnon dentro il cimitero»

Santa Teresa, l’ex assessore risponde al sindaco Matta L’Irs propone al Comune un confronto con storici e studiosi

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA TERESA. «Sbaglia, il sindaco, a spostare l’attenzione su di me. Tocca alla sua amministrazione spiegare perché il busto di Magnon è stato collocato in luogo così simbolico, dove proprio dal Magnon vennero assassinati diversi patrioti sardi tra cui il rivoluzionario Francesco Sanna Corda». Stefania Taras, ex assessore della giunta Pisciottu che ha preceduto quella attuale, risponde al sindaco Nadia Matta. L’Irs, cui Taras aderisce, nei giorni scorsi ha denunciato la scelta del Comune di collocare la statua di marmo di Pierre Francois Marie Magnon sotto la torre di Longonsardo. Per il movimento indipendentista, il fondatore di Santa Teresa era un sanguinario persecutore di patrioti sardi e predatore delle ricchezze dell’isola per conto di Casa Savoia. Nadia Matta, difendendo la scelta del Comune, ha detto tra le altre cose che la prima delibera sulla statua era stata votata proprio dalla giunta Pisciottu e dalla stessa Taras. «In quella delibera del 2018 – risponde ora l’ex assessore – non si parla di collocazione. Per quel che ricordo, si dava un contributo di 500 euro allo scultore per realizzarla. Non le diedi troppo peso e posso anche aver sbagliato. Poi nel 2019 arrivò in giunta un’altra proposta di delibera: 2000 euro per il piedistallo della statua. Non ricordo se nel testo ci fosse la collocazione, l’allora sindaco indicava comunque la piazza centrale, dedicata peraltro a Vittorio Emanuele I. Gli sottoposi le mie dimissioni, lui temporeggiò e portò l’argomento in maggioranza dove quasi tutti, con motivazioni varie, ritennero inopportuna una collocazione così importante. Proposi di metterla in cimitero, dove c’è Magnon ma non c’è nemmeno una lapide: mi sembrava una mediazione accettabile. Nel frattempo, è esplosa la pandemia, il sindaco ha avuto ben altre cose a cui pensare ed è arrivato ottobre quando è stata eletta l’attuale amministrazione». Che, dice Taras, ha tutta la responsabilità di aver eretto la statua sotto la torre dove furono giustiziati Sanna Corda e altri rivoluzionari. Una collocazione che «umilia i sardi», secondo l’Irs, che ribadisce al sindaco di Santa Teresa la richiesta di organizzare «un dibattito pubblico, con la presenza di storici e studiosi, per analizzare e far conoscere a tutta la popolazione la storia della Sardegna, i moti rivoluzionari antifeudali e cosa hanno rappresentato i Savoia». Perché, scrive il movimento, ha ragione il sindaco quando dice che «la storia non si rinnega». «E nessuno la vuole rinnegare anzi – prosegue il movimento – iRS da sempre sostiene con forza il diritto dei sardi a studiare la propria storia a scuola. Ed è proprio questo il punto cardine del ragionamento sul quale si dovrebbe aprire un dibattito che coinvolga davvero il popolo sardo e le istituzioni politiche e scolastiche. Questo diritto in Sardegna viene negato. In nessuna scuola primaria e secondaria, che è quella maggiormente formativa per gli studenti, viene insegnata la storia della Sardegna creando un vuoto storico-culturale, una perdita dell'identità, che porta un popolo a crescere senza coscienza di sé. Se noi avessimo studiato la civiltà nuragica, il periodo giudicale, i moti antifeudali Angioini e la cacciata dei piemontesi – conclude l’Irs – avremmo avuto una coscienza ben diversa e sicuramente avremmo trattato personaggi come Magnon per quello che sono stati realmente». (a.se.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative