Ad Arzachena parte la vaccinazione per gli over settanta
ARZACHENA. Parte senza intoppi e con una discreta partecipazione la campagna di vaccinazione che vede coinvolti gli over 70 arzachenesi. Suddivisi per anno di nascita a partire dai nati nel 1942 fino...
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ARZACHENA. Parte senza intoppi e con una discreta partecipazione la campagna di vaccinazione che vede coinvolti gli over 70 arzachenesi.
Suddivisi per anno di nascita a partire dai nati nel 1942 fino ad arrivare al 1951, i settantenni si sono presentati nella tensostruttura predisposta dall’amministrazione comunale in buon numero, armati di documentazione e con una buona dose di pazienza in attesa del proprio turno, consapevoli di compiere un gesto indispensabile e necessario per sé stessi e per gli altri.
Per tutti era prevista e preannunciata la prima dose di Vaxzevria, ovvero il nuovo nome del vaccino Astrazeneca.
La vaccinazione è proseguita regolarmente. Solo qualche perplessità è stata mostrata da qualcuno.
«Non ho paura, ma un pochino di timore non posso negare di averlo – ammette candidamente una donna in attesa del suo turno – Con tutto quello che ho avuto nella mia vita questo è il minimo. Volevo addirittura che la mia dose fosse regalata ai miei figli, ma mi hanno detto che non si può».
In tutti i presenti appare chiara nei volti e nello sguardo la volontà di fare tutto il necessario per uscire al più presto da questa situazione e riprendere a vivere normalmente la quotidianità. (g.f.)
Suddivisi per anno di nascita a partire dai nati nel 1942 fino ad arrivare al 1951, i settantenni si sono presentati nella tensostruttura predisposta dall’amministrazione comunale in buon numero, armati di documentazione e con una buona dose di pazienza in attesa del proprio turno, consapevoli di compiere un gesto indispensabile e necessario per sé stessi e per gli altri.
Per tutti era prevista e preannunciata la prima dose di Vaxzevria, ovvero il nuovo nome del vaccino Astrazeneca.
La vaccinazione è proseguita regolarmente. Solo qualche perplessità è stata mostrata da qualcuno.
«Non ho paura, ma un pochino di timore non posso negare di averlo – ammette candidamente una donna in attesa del suo turno – Con tutto quello che ho avuto nella mia vita questo è il minimo. Volevo addirittura che la mia dose fosse regalata ai miei figli, ma mi hanno detto che non si può».
In tutti i presenti appare chiara nei volti e nello sguardo la volontà di fare tutto il necessario per uscire al più presto da questa situazione e riprendere a vivere normalmente la quotidianità. (g.f.)
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