Olbia, ok al cemento a Sa Testa: la maggioranza va avanti

Bocciata la mozione delle minoranze per revocare la cessione di 20 ettari vergini. Marco Piro: «Speculazione edilizia e capannoni». Nizzi: «Saranno costruzioni limitate»

OLBIA. La maggioranza di Settimo Nizzi scopre un cemento magico che fa persino bene all’ambiente. E decide di testarlo subito sui venti ettari protetti del promontorio di Sa Testa. Con capannoni industriali per la nautica che tutelano natura e cozze. Costruzioni che non distruggono terreni vergini ma li riqualificano. Il segreto di questa malta miracolosa si chiama copianificazione. Il Comune cede al Cipnes 20 ettari in zona H in cui, in base alle leggi vigenti non si può mettere nemmeno un blocchetto. Li passa allora al Consorzio industriale che in base alla normativa, una volta acquisita la proprietà, li fa rientrare nella sua perimetrazione in cui può fare ciò che vuole. Si deve solo mettere d’accordo con la Regione su cosa e come realizzarlo. L’amministrazione, con la delibera di cessione, ottiene però una sedia al tavolo della pianificazione. Un diritto di parola sui terreni che non sono più suoi. Perché i 20 ettari, inedificabili nelle mani del Comune, in quelle del Cipnes diventano costruibili. Fallisce il tentativo delle opposizioni di ottenere la revoca della delibera di cessione di quelle aree al Cipnes. La mozione di Liberi e uniti, Coalizione civica e M5s (collegati simbolicamente da Cala Saccaia) ottiene 11 voti favorevoli e 17 contro. Con le minoranze vota un consigliere di maggioranza che non si allinea, Ugo Cantelli. Favorevole alla cessione al Cipnes dei terreni di Sa Testa anche il presidente della commissione Urbanistica, Bastianino Monni che solo qualche giorno fa aveva dichiarato alla Nuova. «Sì ai capannoni per la nautica, ma non a Sa Testa. Quello è un paradiso».

Capannoni in paradiso. Confuso il discorso del sindaco Settimo Nizzi che avrebbe invece dovuto fare chiarezza sulle scelte dell’amministrazione. Prima «la zona industriale finisce lì». E «io penso che nessuno di noi abbia interesse a distruggere le cose belle della nostra città, noi le stiamo tutte riqualificando e le stiamo migliorando. L’antica dogana l'ha comprata il Comune quando sindaco era Settimo Nizzi. Nessuno potrà mai pensare di poter venire a distruggere le nostre cose belle». Poi però ecco apparire i capannoni e l’ampliamento della zona industriale. «Noi abbiamo le idee molto chiare – aggiunge Nizzi –. I capannoni saranno delle costruzioni limitate, ben inserite in quell'ambiente naturale con modifiche che prevedano limitate lesioni della terra. È normale che il capannone se dovesse essere realizzato non sarà un capannone del tipo classico, ma saranno cose ben più piccole. Saranno costruzioni dove si possono fare lavorazioni ma non ricoveri per imbarcazioni alte 15-18 metri. E quello che andremo ad approvare lo deciderà il consiglio comunale, dirà la sua su quello che sarà il vero ampliamento di quella parte di zona industriale. Faremo le cose nel rispetto di quella pratica di integrazione da sempre portata avanti nel golfo».

Mozione per Olbia. Alle parole di Nizzi replica il consigliere di opposizione, Marco Piro. «Dico al sindaco quello che disse a me qualche seduta fa. Si riorganizzi la mente. Sentiamo parlare dell’accordo con il Cipnes in quest’aula non perché lui ha voluto coinvolgere il Consiglio. Se non fosse stato per la nostra mozione sarebbe rimasto in silenzio. Noi abbiamo trovato la delibera di giunta, l’abbiamo studiata e abbiamo chiesto un consiglio aperto e un incontro anche con i tecnici del Cipnes, che ci è stato negato, ma che la maggioranza ha fatto, senza coinvolgerci. L’accordo con il Consorzio lo avete fatto dieci giorni dopo che abbiamo adottato il Puc, senza dire nulla, barattando 8 ettari di Tilibbas con 20 ettari, l’ultima parte vergine de golfo. E per fare cosa? Speculazioni edilizie e capannoni. Chi vota contro questa mozione vota contro il bene di Olbia».

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