Altri 47 positivi, scatta il pugno di ferro
di Marco Bittau
Sfondata la soglia dei 500 casi, controlli a tappeto nelle strade, nei supermarket e nei bar. Caccia ai “furbetti dell’asporto”
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OLBIA. È sempre più critico lo scenario Covid in città: altri 47 positivi nelle ultime 24 ore fanno schizzare il numero complessivo oltre la temuta soglia dei 500 contagiati. Esattamente l’asticella si ferma a 510 casi, considerati anche tre pazienti che risultano oggi negativizzati. Crescono anche i ricoverati: solo al Mater i posti letto occupati nella zona blindata sono 30, su 34 a disposizione.
Si tratta evidentemente di dati a dir poco preoccupanti, che legittimano il giro di vite imposto dal sindaco Settimo Nizzi già da ieri. La zona rossa nuda e cruda non basta più: chiuso il parco Fausto Noce, controlli a tappeto per strada e sulle attività di ristorazione e commerciali (market e negozi di generi alimentari). Insomma, comincia la stagione della tolleranza zero e dei “conti da pagare” per la zona bianca malintesa e per le feste e gli spuntini di Pasqua.
Del resto, non ci possono essere margini di compromesso quando il numero dei contagi viaggia alla velocità di 50 casi al giorno o poco meno e si supera la soglia – anche psicologica – dei 500 positivi. Cioè quel punto di non ritorno che marca la differenza tra il tempo degli appelli e e dei timidi richiami a quello dei controlli a tappeto e delle sanzioni dolorose per chi viola le regole vitali della zona rossa, dal distanzimento sociale all’utilizzo di mascherine e igienizzanti.
Come ha spiegato mercoledì il sindaco Nizzi, il richiamo vale soprattutto per i cosidetti “furbetti dell’asporto”, cioè gli irriducibili dell’assembramento davanti al bar per il caffè, la mattina e il pomeriggio. Ma vale anche per i supermarket sovraffollati senza alcun controllo, soprattutto nelle ore di punta. Insomma, è evidente che quasi dappertutto sono saltate le regole e tra la zona rossa e quella arancione è sempre più difficile riconoscere qualche differenza. Pagano per tutti le attività commerciali, chiuse per forza (a parte gli alimentari e pochi altri), nonostante proprio i negozi siano gli unici ambienti dove – purtroppo per i titolari – non si vedono assembramenti almeno da un decennio.
Neanche il tempo (l’altro ieri) di lanciare l’ennesimo appello alla responsabilità individuale e di annunciare il giro di vite dei controlli che puntuale arriva ora la doccia fredda. I contagi aumentano ancora, al ritmo forsennato di 47 al giorno. Olbia sfonda quota 500 e il Covid con le sue varianti più contagiose fa sempre più paura, nonostante la macchina delle vaccinazioni proceda spedita pur tra mille difficoltà. Allora è il momento della vigilanza severa e del pugno di ferro nei confronti di chi non rispetta le regole.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Si tratta evidentemente di dati a dir poco preoccupanti, che legittimano il giro di vite imposto dal sindaco Settimo Nizzi già da ieri. La zona rossa nuda e cruda non basta più: chiuso il parco Fausto Noce, controlli a tappeto per strada e sulle attività di ristorazione e commerciali (market e negozi di generi alimentari). Insomma, comincia la stagione della tolleranza zero e dei “conti da pagare” per la zona bianca malintesa e per le feste e gli spuntini di Pasqua.
Del resto, non ci possono essere margini di compromesso quando il numero dei contagi viaggia alla velocità di 50 casi al giorno o poco meno e si supera la soglia – anche psicologica – dei 500 positivi. Cioè quel punto di non ritorno che marca la differenza tra il tempo degli appelli e e dei timidi richiami a quello dei controlli a tappeto e delle sanzioni dolorose per chi viola le regole vitali della zona rossa, dal distanzimento sociale all’utilizzo di mascherine e igienizzanti.
Come ha spiegato mercoledì il sindaco Nizzi, il richiamo vale soprattutto per i cosidetti “furbetti dell’asporto”, cioè gli irriducibili dell’assembramento davanti al bar per il caffè, la mattina e il pomeriggio. Ma vale anche per i supermarket sovraffollati senza alcun controllo, soprattutto nelle ore di punta. Insomma, è evidente che quasi dappertutto sono saltate le regole e tra la zona rossa e quella arancione è sempre più difficile riconoscere qualche differenza. Pagano per tutti le attività commerciali, chiuse per forza (a parte gli alimentari e pochi altri), nonostante proprio i negozi siano gli unici ambienti dove – purtroppo per i titolari – non si vedono assembramenti almeno da un decennio.
Neanche il tempo (l’altro ieri) di lanciare l’ennesimo appello alla responsabilità individuale e di annunciare il giro di vite dei controlli che puntuale arriva ora la doccia fredda. I contagi aumentano ancora, al ritmo forsennato di 47 al giorno. Olbia sfonda quota 500 e il Covid con le sue varianti più contagiose fa sempre più paura, nonostante la macchina delle vaccinazioni proceda spedita pur tra mille difficoltà. Allora è il momento della vigilanza severa e del pugno di ferro nei confronti di chi non rispetta le regole.
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