La Nuova Sardegna

Olbia

Cantieri nautici a Sa Testa «Manca un vero progetto»

di Serena Lullia
Cantieri nautici a Sa Testa «Manca un vero progetto»

Augusto Navone, candidato della Coalizione civica: pianificazione schizofrenica «Prima si attribuisce valenza ambientale a quell’area, poi la si cede al Cipnes»

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La maggioranza difende la scelta di cedere venti ettari vergini di Sa Testa al Cipnes per farne il distretto della nautica. Il sindaco Settimo Nizzi ribadisce che «nessuno ha interesse a distruggere le cose belle della città. Una volta che la Regione ci convocherà per la pianificazione di quelle aree noi, passo dopo passo, renderemo edotta la comunità. Non faremo capannoni alti come quelli che conosciamo, di 15-18 metri, ma strutture più piccole ben inserite nell’ambiente». La certezza dell’accordo Comune-Cipnes, validato con delibera di giunta all’unanimità e voto del Consiglio, è che l’amministrazione una manciata di giorni dopo l’adozione del Puc ha approvato l’ampliamento della zona industriale non previsto dal piano urbanistico. E ha ceduto i venti ettari a Sa Testa in cambio di otto ettari di Tilibbas. Li ha dati vergini, inseriti nel piano urbanistico come H2, ma nelle mani del Cipnes, che per legge decide per il suo comprensorio in modo autonomo solo con la Regione, quei terreni diventeranno costruibili. Nelle intenzioni del presidente Cipnes Gianni Sarti nasceranno capannoni, un hotel, bar e ristoranti. Il tema diventa scontro politico.

Bocciata la mozione delle minoranze con cui Coalizione civica, M5s e Liberi e Uniti chiedevano un passo indietro. Unica voce fuori dal coro della maggioranza, quella del consigliere Ugo Cantelli: «Il mio voto nasce da una visione diversa dello sviluppo di quell’area, dando priorità alla sostenibilità ambientale e al turismo naturalistico, evitando il più possibile il cemento. Un voto che nasce da un confronto sincero con tutti i membri della maggioranza, con la quale ho sempre esternato a più riprese le mie perplessità. Voto espresso in piena libertà di pensiero, guardando Olbia tra 30 anni, e pensando a cosa i miei figli vorranno trovare da grandi. Lungi da me non volere lo sviluppo del comparto della nautica, ma non davanti all’ultimo paradiso vergine, di fronte al faro simbolo di Olbia». Voto a favore invece di Bastianino Monni, che qualche giorno prima aveva dichiarato la sua contrarietà alla cementificazione di Sa Testa.

Sul caso Cala Saccaia interviene anche Augusto Navone, candidato sindaco della Coalizione civica: «Colpisce la pianificazione schizofrenica che prima attribuisce a una parte del nostro territorio un’elevata valenza ambientale e poi la classifica come zona di espansione del Consorzio industriale. Non riesco a vedere uno straccio di progetto di sviluppo territoriale compiuto. Per non parlare delle metaniere al porto industriale. Bisogna attivare un dibattito serio su queste rilevanti questioni». «Se Saverio De Michele – aggiunge Navone – al quale è stato dedicato un misero minuto di silenzio nell’ultimo consiglio comunale, ci guardasse da lassù, avrebbe voglia di sganciare bombe sulle metaniere come a suo tempo fece da terra con le petroliere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative