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Olbia

«Mai finanziato i combattenti in Siria»

«Mai finanziato i combattenti in Siria»

Soldi per il terrorismo, in corte d’assiste il marocchino arrestato a Olbia nel 2018

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OLBIA. Per cinque lunghe ore ha parlato in aula del suo rapporto con Daadoue Anwar. Ha spiegato alla Corte d’Assise di Sassari che lavoravano insieme nel settore dell’edilizia e che avevano perfino ricevuto un appalto per il G8 della Maddalena. E che quei soldi che aveva portato a Erba e a Milano per conto di Anwar erano frutto dello scioglimento di una società che avevano costituito ad Olbia e non servivano per finanziare i combattenti in Siria. È stato un lungo esame, quello del marocchino Ait Wahmane Lahoucine, accusato di far parte di un’organizzazione che, attraverso un sistema denominato in arabo “hawalà”, movimentava soldi che – secondo la Dda di Cagliari – servivano a finanziare le attività militari della formazione jihadista Al Nusra, considerata la ramificazione siriana di Al Qaeda.

Il marocchino, difeso dagli avvocati Angelo Merlini e Donatella Corronciu, ha spiegato i suoi rapporti con Daadoue Anwar, ritenuto dalla Dda il capo della cellula sarda, con base ad Olbia. Ait Wahmane Lahoucin era stato arrestato in città insieme al siriano Chadad Mustafa (sentito nell’udienza scorsa), entrambi erano stati prelevati da una palazzina di via Campidano. Il presunto capo dell’organizzazione è invece latitante dopo essere riuscito a fuggire dal carcere di Copenaghen.

Il marocchino ha spiegato alla Corte presieduta da Massimo Zaniboni, di aver lavorato insieme ad Anwar nel settore dell’edilizia: avevano insieme un’attività d’impresa e, tra gli altri lavori, gli era stato anche affidato un appalto nell’ambito del G8 della Maddalena. Ait Wahmane Lahoucin è accusato di aver mandato in Siria dei soldi per conto di Anwar per finanziare l’attività dei combattenti. «Erano soldi di Anwar e provenivano dallo scioglimento di una società che avevamo costituito a Olbia con lui e un pakistano», ha detto, negando che fossero destinati a finanziare attività terroristiche.

Lunedì sarà sentito l’ultimo imputato, Haj Osman Abdulkarim, siriano, anche lui residente in città. (t.s.)

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