«Noi e le nonnine, generazioni a confronto»
di Giuseppe Pulina
La toccante esperienza delle liceali di Tempio delle Scienze Umane nella comunità Sacra Famiglia
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TEMPIO. Generazioni che si osservano, scoprendo l’una dell’altra ciò che forse non avrebbero mai immaginato. Distanti negli anni e ancor più negli stili di vita. Una, ancorata al passato che assume la forma di ricordi spesso nostalgici, l’altra, invece, attratta da un futuro fatto di aspettative e speranze. Entrambe, però, costrette a fare i conti con le difficoltà e le angosce del presente. Le generazioni a confronto sono quelle degli anziani della comunità alloggio Sacra Famiglia e delle studentesse del liceo delle Scienze umane. Sono 23, frequentano la IV A e seguono le attività di Pcto (quella che sino a qualche anno fa era l’alternanza scuola/lavoro) con la loro insegnante di Religione, la professoressa Delia Floris, tutor del progetto.
«Il progetto - dichiara l’insegnante - ha dato vita a un’interazione tra mondo dei giovani e degli anziani che direi fenomenale; le alunne hanno imparato tanto anche emotivamente e, in qualche caso, sono state di aiuto alle ospiti della struttura». Come nipoti che confidano nella saggezza dei loro nonni, hanno ascoltato con interesse i racconti delle anziane della comunità alloggio. Racconti di un mondo passato, che, come in un film in bianco e nero, parlano di guerra e di modi di vivere, rispetto ai quali oggi si avverte una distanza che non si può dire solo temporale. Le testimonianze e i racconti che hanno ascoltato sono stati così accattivanti e istruttivi che le ragazze delle Scienze umane, alcune delle quali devono ancora completare il percorso, hanno chiesto, come conferma la professoressa Floris, la possibilità di incontrare le loro arzille amiche anche al di fuori dell’orario scolastico. E magari questa volta per fare un selfie tutte insieme. «Le attività che abbiamo svolto sono tante - dichiara Marta Ruiu, una delle alunne più entusiaste - abbiamo ascoltato storie, racconti, ricordi di vita e, visto che eravamo nel periodo pasquale, abbiamo anche colorato uova». Marta è una di quelle che replicherebbe volentieri l’esperienza fatta. «Ciò che mi preme ricordare è quanto sia importante l’ascolto e il confronto con persone più grandi di noi, che hanno vissuto in un’epoca non tanto lontana, ma così diversa dalla nostra, sicuramente più difficile ma allo stesso tempo ricca di tanti valori. In ognuna di loro vedevo una piccola figura che rappresentava le nonne, e seppur alcune di loro non fossero nonne, avevano una dolcezza immensa, ci guardavano con occhi pieni di gioia e, in qualche modo, ci stavano dando qualcosa, lasciando un piccolo pezzo della loro vita tra le nostre mani di cui dobbiamo prenderci cura e prendere esempio».
Marta e le sue compagne sono in quarta. Il prossimo anno le attende l’esame di Stato, in previsione del quale stanno già redigendo report e ordinando materiali per raccontare la loro esperienza con le ospiti della comunità alloggio.
«Il progetto - dichiara l’insegnante - ha dato vita a un’interazione tra mondo dei giovani e degli anziani che direi fenomenale; le alunne hanno imparato tanto anche emotivamente e, in qualche caso, sono state di aiuto alle ospiti della struttura». Come nipoti che confidano nella saggezza dei loro nonni, hanno ascoltato con interesse i racconti delle anziane della comunità alloggio. Racconti di un mondo passato, che, come in un film in bianco e nero, parlano di guerra e di modi di vivere, rispetto ai quali oggi si avverte una distanza che non si può dire solo temporale. Le testimonianze e i racconti che hanno ascoltato sono stati così accattivanti e istruttivi che le ragazze delle Scienze umane, alcune delle quali devono ancora completare il percorso, hanno chiesto, come conferma la professoressa Floris, la possibilità di incontrare le loro arzille amiche anche al di fuori dell’orario scolastico. E magari questa volta per fare un selfie tutte insieme. «Le attività che abbiamo svolto sono tante - dichiara Marta Ruiu, una delle alunne più entusiaste - abbiamo ascoltato storie, racconti, ricordi di vita e, visto che eravamo nel periodo pasquale, abbiamo anche colorato uova». Marta è una di quelle che replicherebbe volentieri l’esperienza fatta. «Ciò che mi preme ricordare è quanto sia importante l’ascolto e il confronto con persone più grandi di noi, che hanno vissuto in un’epoca non tanto lontana, ma così diversa dalla nostra, sicuramente più difficile ma allo stesso tempo ricca di tanti valori. In ognuna di loro vedevo una piccola figura che rappresentava le nonne, e seppur alcune di loro non fossero nonne, avevano una dolcezza immensa, ci guardavano con occhi pieni di gioia e, in qualche modo, ci stavano dando qualcosa, lasciando un piccolo pezzo della loro vita tra le nostre mani di cui dobbiamo prenderci cura e prendere esempio».
Marta e le sue compagne sono in quarta. Il prossimo anno le attende l’esame di Stato, in previsione del quale stanno già redigendo report e ordinando materiali per raccontare la loro esperienza con le ospiti della comunità alloggio.
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