Olbia, la minoranza contro Nizzi: «Sa Testa, atto scellerato e senza chiarezza»

Alcuni consiglieri di minoranza durante il consiglio comunale seguito in streaming a Sa Testa

Cessione al Cipnes di 20 ettari del promontorio: duro documento dell'opposizione: "Intervento confuso e incoerente"

OLBIA. Un atto scellerato, senza trasparenza, con un sindaco che anziché dare risposte sul futuro di un’area di grande pregio come Sa Testa interviene in modo «confuso e incoerente», e che «ha prima escluso la presenza di capannoni, salvo poi parlare di edifici alti 18 metri». Con un duro documento, l’intera minoranza consiliare ritorna sul no della maggioranza Nizzi alla richiesta di revocare la delibera di giunta n. 45 sull’accordo di cessione al Cipnes dei 20 ettari del promontorio.

Oltre al sindaco, le critiche investono i consiglieri di maggioranza «che evidentemente non sono così sensibili alla tutela del nostro patrimonio naturalistico». E poi il presidente della commissione urbanistica, Monni, «che a mezzo stampa due giorni prima aveva preso le distanze dall’edificazione industriale nell’area», mentre poi «si è allineato velocemente agli ordini di scuderia per il timore di voler contraddire il sindaco e la sua maggioranza».

Secondo i consiglieri di minoranza, non c’è stato «nessun valido riscontro su nessuna analisi progettuale, né di impatto ambientale, né in merito alle ricadute economiche e occupazionali previste» ma «solo una grossolana difesa d’ufficio». Ancora: «Il sindaco e gli assessori comunali, probabilmente non essendo a conoscenza della documentazione sulla quale mettevano il loro sigillo, hanno votato la delibera a soli 10 giorni dalla approvazione delle osservazioni del Puc che sanciva la tutela massima per quel luogo classificato, dagli stessi uffici tecnici, zona H».

Peraltro, «è gravissimo che questo accordo abbia spogliato il consiglio comunale di ogni competenza in merito alla pianificazione territoriale e insopportabile che la cittadinanza non sia stata coinvolta. La minoranza consiliare _ conclude il documento _ continua a chiedere chi c’è dietro l’operazione Sa Testa. Concludendo che la città non può accettare che si perpetui l’errore fatto a suo tempo con la localizzazione della zona industriale «nella zona più bella ed esclusiva, affacciata sul mare».
 

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