Brani e video, la musica sui social è giovane
Bacheche e piattaforme sempre più affollate. Ma a Olbia la produzione discografica è in letargo
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OLBIA. Morta la musica, viva la musica. A Olbia le uscite discografiche vivono una stasi, chi lavora a nuovi album lo sta facendo lontano dai riflettori e in attesa di tempi migliori per pubblicare. Intanto però i più giovani affollano le bacheche social e le piattaforme digitali per lo più con i singoli.
Due direzioni. «Inizialmente pensavo “nessuno combinerà nulla”, invece dopo i primi mesi ho cominciato a ricevere tanti lavori», così Andrea Pica, musicista e produttore olbiese, dal suo studio di registrazione “Officina 13”: «In particolare mixaggi di progetti registrati a casa o a distanza. Secondo me questo periodo ha risvegliato chi era fermo, c’è stato l’effetto-nostalgia. Passando molto tempo a casa, riguardando ricordi di vecchi concerti, si è ripreso a fare musica. Capita che vengano in studio gruppi che erano inattivi da anni». Andrea Pica, ex chitarrista dei Dealma, lavora con un bacino eterogeneo di artisti, dal pop ai generi più ricercati: «Vedo due direzioni: c’è chi artisticamente si è spento e chi ha fatto proprio l’opposto. Olbia? È un po’ in letargo» produttivo».
Rapper e band. Parere condiviso da un altro produttore della città, Gabriele Deriu in arte Kaizén, molto vicino all’ambiente rap. Uno sguardo all’agenda, «sì, pochi cantanti e rapper olbiesi, molti di più dalle zone di Palau, La Maddalena, Arzachena, Budoni, Nuoro, sud Sardegna, per dire». Qui l’età anagrafica è decisamente bassa, «a livello locale ho notato una flessione della produttività, ma c'è chi ha preferito registrare in maniera autonoma a casa». Poi ci sono tanti giovani appassionati di rap e trap particolarmente attivi con brani e videoclip, fenomeni isolati ed effimeri, singoli che si lasciano poco ricordare e vengono presto fagocitati dalla fruizione veloce della rete. A Olbia la lunga tradizione delle band annaspa ma resiste. Si parlava di preservare gli album per i prossimi mesi, c’è chi non ha voluto aspettare: è il caso del giovane gruppo Dohlmen che ha esordito con un interessante disco omonimo, poco più di una settimana fa; qualcun altro per ora medita. Conferma Salvatore Desini, batterista dei Sangue: «Abbiamo chiuso il nuovo album, ma entreremo in studio per registrarlo solo settembre. Avendo più tempo si sta producendo qualcosa di nuovo, ma non poter suonare dal vivo è un grande freno. Per questo il pensiero comune è che, a parte alcune eccezioni, sia meglio aspettare per far uscire interi progetti».
In radio. Da chi la musica la fa a chi la ascolta: è il caso della speaker Rita Nurra, che sulle frequenze web di Radio Olbia in questi mesi ha dato spazio a diversi artisti, spesso emergenti, della zona. «È un periodo di cambiamenti» dice lei che unisce la vecchia scuola e le novità: «Sono uscite fuori diverse voci nuove, per lo più legate a sonorità pop. Alcuni nomi affermati o comunque già conosciuti stanno invece mostrando lati differenti». Tra tutti, cita il nuovo progetto solista e in sardo dell’ex frontman dei Collage, Tore Fazzi, uno degli ultimi ospiti ai microfoni dell’emittente.
Due direzioni. «Inizialmente pensavo “nessuno combinerà nulla”, invece dopo i primi mesi ho cominciato a ricevere tanti lavori», così Andrea Pica, musicista e produttore olbiese, dal suo studio di registrazione “Officina 13”: «In particolare mixaggi di progetti registrati a casa o a distanza. Secondo me questo periodo ha risvegliato chi era fermo, c’è stato l’effetto-nostalgia. Passando molto tempo a casa, riguardando ricordi di vecchi concerti, si è ripreso a fare musica. Capita che vengano in studio gruppi che erano inattivi da anni». Andrea Pica, ex chitarrista dei Dealma, lavora con un bacino eterogeneo di artisti, dal pop ai generi più ricercati: «Vedo due direzioni: c’è chi artisticamente si è spento e chi ha fatto proprio l’opposto. Olbia? È un po’ in letargo» produttivo».
Rapper e band. Parere condiviso da un altro produttore della città, Gabriele Deriu in arte Kaizén, molto vicino all’ambiente rap. Uno sguardo all’agenda, «sì, pochi cantanti e rapper olbiesi, molti di più dalle zone di Palau, La Maddalena, Arzachena, Budoni, Nuoro, sud Sardegna, per dire». Qui l’età anagrafica è decisamente bassa, «a livello locale ho notato una flessione della produttività, ma c'è chi ha preferito registrare in maniera autonoma a casa». Poi ci sono tanti giovani appassionati di rap e trap particolarmente attivi con brani e videoclip, fenomeni isolati ed effimeri, singoli che si lasciano poco ricordare e vengono presto fagocitati dalla fruizione veloce della rete. A Olbia la lunga tradizione delle band annaspa ma resiste. Si parlava di preservare gli album per i prossimi mesi, c’è chi non ha voluto aspettare: è il caso del giovane gruppo Dohlmen che ha esordito con un interessante disco omonimo, poco più di una settimana fa; qualcun altro per ora medita. Conferma Salvatore Desini, batterista dei Sangue: «Abbiamo chiuso il nuovo album, ma entreremo in studio per registrarlo solo settembre. Avendo più tempo si sta producendo qualcosa di nuovo, ma non poter suonare dal vivo è un grande freno. Per questo il pensiero comune è che, a parte alcune eccezioni, sia meglio aspettare per far uscire interi progetti».
In radio. Da chi la musica la fa a chi la ascolta: è il caso della speaker Rita Nurra, che sulle frequenze web di Radio Olbia in questi mesi ha dato spazio a diversi artisti, spesso emergenti, della zona. «È un periodo di cambiamenti» dice lei che unisce la vecchia scuola e le novità: «Sono uscite fuori diverse voci nuove, per lo più legate a sonorità pop. Alcuni nomi affermati o comunque già conosciuti stanno invece mostrando lati differenti». Tra tutti, cita il nuovo progetto solista e in sardo dell’ex frontman dei Collage, Tore Fazzi, uno degli ultimi ospiti ai microfoni dell’emittente.
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