Rivoluzione elettrica con le “smart grid” Berchidda ci crede
di Sebastiano Depperu
BERCHIDDA. Berchidda come nuovo polo per lo sviluppo della smart grid, ovvero la “rete intelligente”: un insieme di reti elettriche e di tecnologie che, grazie allo scambio reciproco d’informazioni,...
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BERCHIDDA. Berchidda come nuovo polo per lo sviluppo della smart grid, ovvero la “rete intelligente”: un insieme di reti elettriche e di tecnologie che, grazie allo scambio reciproco d’informazioni, permettono di gestire e monitorare la distribuzione di energia elettrica andando a soddisfare le diverse richieste di elettricità degli utenti collegati, dei produttori e consumatori in maniera più efficiente, razionale e sicura.
Da tempo, l’amministrazione comunale lavora a un progetto ambizioso per trasformare Berchidda in una comunità energetica. Documento fondamentale voluto e approvato dalla giunta comunale è il “Piano di sviluppo per una smart grid nel territorio berchiddese”. Il Comune svolge il servizio di distribuzione e vendita dell’energia elettrica in virtù di specifica concessione ministeriale, ma sta attuando programmi di ammodernamento dell’infrastruttura di distribuzione finalizzati al dispacciamento “intelligente” della produzione locale, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni climalteranti.
È, così, in atto un processo di innovazione tecnologica e di riorganizzazione gestionale del servizio, che porterà alla creazione di un nuovo soggetto gestore della rete. La Commissione Europea ha proposto agli stati membri la crescita intelligente e sostenibile, lo sviluppo delle conoscenze e dell'innovazione, l'occupazione, la coesione sociale e territoriale. Per questo, a Berchidda si vuole lanciare un piano di sviluppo che contenga la pianificazione strategica del sistema elettrico comunale per raggiungere gli obiettivi Europa 2050. «Vogliamo creare una comunità energetica con partecipazione di soggetti pubblici e privati, promuovere l'autoconsumo, accumulo e stoccaggio dell'energia da fonti rinnovabili, lo scambio dell'energia autoprodotta a vantaggio del cittadino come utilizzatore finale - dice il sindaco Andrea Nieddu -. Ringrazio l'ingegner Roberto Tusacciu, autore del piano, l'ingegner Marco Demarcus e tutto l'ufficio tecnico, l'università di Cagliari dipartimento di ingegneria elettrica, tutti gli amministratori. Inizieremo un percorso a tappe per poi estendere la comunità energetica alle aree interne del Monte Acuto, della Gallura e del Logudoro».
Da tempo, l’amministrazione comunale lavora a un progetto ambizioso per trasformare Berchidda in una comunità energetica. Documento fondamentale voluto e approvato dalla giunta comunale è il “Piano di sviluppo per una smart grid nel territorio berchiddese”. Il Comune svolge il servizio di distribuzione e vendita dell’energia elettrica in virtù di specifica concessione ministeriale, ma sta attuando programmi di ammodernamento dell’infrastruttura di distribuzione finalizzati al dispacciamento “intelligente” della produzione locale, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni climalteranti.
È, così, in atto un processo di innovazione tecnologica e di riorganizzazione gestionale del servizio, che porterà alla creazione di un nuovo soggetto gestore della rete. La Commissione Europea ha proposto agli stati membri la crescita intelligente e sostenibile, lo sviluppo delle conoscenze e dell'innovazione, l'occupazione, la coesione sociale e territoriale. Per questo, a Berchidda si vuole lanciare un piano di sviluppo che contenga la pianificazione strategica del sistema elettrico comunale per raggiungere gli obiettivi Europa 2050. «Vogliamo creare una comunità energetica con partecipazione di soggetti pubblici e privati, promuovere l'autoconsumo, accumulo e stoccaggio dell'energia da fonti rinnovabili, lo scambio dell'energia autoprodotta a vantaggio del cittadino come utilizzatore finale - dice il sindaco Andrea Nieddu -. Ringrazio l'ingegner Roberto Tusacciu, autore del piano, l'ingegner Marco Demarcus e tutto l'ufficio tecnico, l'università di Cagliari dipartimento di ingegneria elettrica, tutti gli amministratori. Inizieremo un percorso a tappe per poi estendere la comunità energetica alle aree interne del Monte Acuto, della Gallura e del Logudoro».
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