Air Italy, i liquidatori dicono no
Fumata nera all’incontro sulla procedura di licenziamento. Lunedì la manifestazione a Cagliari
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OLBIA. C’erano anche i due liquidatori, Enrico Laghi e Franco Lagro, all’incontro svolto ieri mattina in videoconferenza tra Air Italy e i rappresentanti sindacali. Si tratta del secondo incontro previsto dalla procedura di licenziamento collettivo di tutti dipendenti avviata dall’azienda in liquidazione lo scorso 1° aprile. La presenza dei liquidatori – come era facile immaginare – non ha spostato di una virgola le posizioni in campo. Nessuna apertura, infatti, sul fronte della cassa integrazione, in scadenza il 30 giugno: i sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Anpav) sollecitano una proroga, l’azienda dice no. Lo stesso vale per il mantenimento del certificato operativo, che ora è sospeso. «È stata confermata l’uscita entro un mese degli ultimi due aeromobili rimasti nella flotta – riferiscono i sindacati – questo, secondo l’azienda, sarebbe un problema per il mantenimento della certificazione».
Al termine dell’incontro le parti si sono lasciate convenendo su un percorso di incontri settimanali. In mancanza di un accordo in questa fase i sindacati però attiveranno la richiesta di confronto con il ministero del Lavoro. Intanto si avvicina l’appuntamento con la nuova manifestazione, il 26 aprile a Cagliari, davanti a Villa Devoto, sede della giunta regionale.
«Nonostante la vertenza Air Italy rappresenti la principale crisi industriale in atto della Sardegna e della Lombardia – dice Marco Bardini, segretario regionale Anpav – le istituzioni locali continuano a mantenere un muro di silenzio non più accettabile, mentre il Mise ha annunciato l’imminente apertura di un tavolo di crisi dedicato. Per questa ragione i lavoratori Air Italy manifesteranno davanti a Villa Devoto chiedendo di essere ricevuti dal presidente Christian Solinas e dagli assessori competenti alla gestione del più grosso disastro industriale dell’isola».
La Filt Cgil – dice il segretario regionale Arnaldo Boeddu – ha ribadito la richiesta di proroga di un ammortizzatore sociale almeno sino al 31 dicembre, in modo da consentire di trovare una soluzione imprenditoriale che non sia la chiusura della compagnia aerea. I sindacati hanno anche chiesto conto delle manifestazioni di interesse per l’acquisizione di rami di azienda. Su questo aspetto, i liquidatori hanno confermato l’esistenza di una decina di manifestazioni di interesse ma, hanno anche specificato che nessuna di queste si è concretizzata in una vera e propria offerta».
Sulla proroga della cassa integrazione, il segretario della Filt Cgil ha confermato la totale chiusura da parte dei liquidatori. «Peraltro – aggiunge Boeddu – le motivazioni addotte dalla azienda e dai liquidatori in merito al rifiuto di una richiesta di proroga lasciano il tempo che trovano. Infatti, autorevoli esponenti politici, così come sottosegretari e viceministri, hanno confermato che qualora venisse richiesto un ulteriore periodo di cassa integrazione, alla pari di altre realtà industriali in crisi, questa verrebbe accordata».(m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Al termine dell’incontro le parti si sono lasciate convenendo su un percorso di incontri settimanali. In mancanza di un accordo in questa fase i sindacati però attiveranno la richiesta di confronto con il ministero del Lavoro. Intanto si avvicina l’appuntamento con la nuova manifestazione, il 26 aprile a Cagliari, davanti a Villa Devoto, sede della giunta regionale.
«Nonostante la vertenza Air Italy rappresenti la principale crisi industriale in atto della Sardegna e della Lombardia – dice Marco Bardini, segretario regionale Anpav – le istituzioni locali continuano a mantenere un muro di silenzio non più accettabile, mentre il Mise ha annunciato l’imminente apertura di un tavolo di crisi dedicato. Per questa ragione i lavoratori Air Italy manifesteranno davanti a Villa Devoto chiedendo di essere ricevuti dal presidente Christian Solinas e dagli assessori competenti alla gestione del più grosso disastro industriale dell’isola».
La Filt Cgil – dice il segretario regionale Arnaldo Boeddu – ha ribadito la richiesta di proroga di un ammortizzatore sociale almeno sino al 31 dicembre, in modo da consentire di trovare una soluzione imprenditoriale che non sia la chiusura della compagnia aerea. I sindacati hanno anche chiesto conto delle manifestazioni di interesse per l’acquisizione di rami di azienda. Su questo aspetto, i liquidatori hanno confermato l’esistenza di una decina di manifestazioni di interesse ma, hanno anche specificato che nessuna di queste si è concretizzata in una vera e propria offerta».
Sulla proroga della cassa integrazione, il segretario della Filt Cgil ha confermato la totale chiusura da parte dei liquidatori. «Peraltro – aggiunge Boeddu – le motivazioni addotte dalla azienda e dai liquidatori in merito al rifiuto di una richiesta di proroga lasciano il tempo che trovano. Infatti, autorevoli esponenti politici, così come sottosegretari e viceministri, hanno confermato che qualora venisse richiesto un ulteriore periodo di cassa integrazione, alla pari di altre realtà industriali in crisi, questa verrebbe accordata».(m.b.)
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