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Arzachena, il Psd’az festeggia cento anni di storia

Arzachena, il Psd’az festeggia cento anni di storia

Il segretario Filigheddu: «I valori sono sempre gli stessi, dall’appartenenza al rispetto identitario»

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ARZACHENA. «Il sardismo non è solo una idea o una appartenenza politica, il sardismo è un sentimento autentico di appartenenza identitaria, di consapevolezza del possedere caratteristiche peculiari, valori e programmi che nessun sardo può ignorare e grazie a cui possiamo celebrare il centenario della nascita del Partito sardo d’azione». Con queste parole il segretario cittadino, Gianni Filigheddu, apre la sua riflessione sui cento anni della nascita del partito. «A 100 anni dalla fondazione vorremo testimoniare che la longevità del Psd’Az, nel bene e nel male, non è dovuta a una disciplina politica partitica di militanza ma a un vero sentimento, a vere necessità democratiche del popolo sardo Nel panorama politico europeo è uno dei partiti più longevi. Nato dai reduci della prima Guerra mondiale voleva dare voce a un’intera isola e al suo popolo, perché di questo si tratta: dare voce alla Sardegna sempre trascurata dai governi italiani. La povertà e l’isolamento la facevano sentire come una vera colonia dove attingere risorse e vite umane quando serviva, proprio come nel caso della prima guerra mondiale, finita la quale, i reduci, sopravvissuti alle gravi perdite, dopo aver combattuto sulle Alpi e nelle pianure del continente per la difesa dei confini italiani, come raccontato da Emilio Lussu in “Un anno sull’altipiano”, tornarono nella loro terra e decisero di fondare un partito che desse voce all’isola di Sardegna. Scelsero come simbolo la bandiera dei quattro mori, contraddistinta e bardata da un argine nero, in segno di lutto per coloro che persero la vita per difendere l’Italia e i suoi confini». Filigheddu sottolinea come «si dimentica troppo facilmente la storia, molte volte non scritta, di uomini che combatterono una guerra tra compagni che li deridevano perché non parlavano l’italiano ma il sardo. Trovarono rispetto, se lo guadagnarono, nei luoghi e sul campo dove si combatteva quella guerra con atti eroici. Preferivano combattere assieme i sardi, ed erano temuti per la loro determinazione. Lasciarono sul fronte molte vite e vedove in Sardegna mai risarcite, per difendere quei confini così lontani dalla loro isola madre. Questo fu il sentimento che provocò la nascita del partito sardo d’azione».

Per Filigheddu i valori di allora sono gli stessi che animano oggi il partito. «Da cento anni i valori del partito sono sempre vivi e attuali, la pretesa di rispetto e non di rivendicazione, il rispetto di un popolo, della sua lingua, della cultura millenaria che sempre ha molto dato e poco ricevuto. Il sardismo ha sempre guardato a una Europa dei popoli, fin dall’origine federalista, che mantenesse culture e lingue diverse perché patrimonio di tutti i popoli, non solo quello sardo. E Fortza Paris non è solo il motto della gloriosa brigata Sassari e il grido di guerra di quei sardi che combatterono nella prima guerra mondiale per difendere i confini d’Italia. È un incitamento all’unità perché solo uniti si ottiene un risultato. Con questo ancora Fortza Paris».



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