La Nuova Sardegna

Olbia

Amic: «Agricoltura sociale così si snatura il progetto»

di Angelo Mavuli
Amic: «Agricoltura sociale così si snatura il progetto»

L’ex assessora contro la giunta per il trasferimento del piano al settore ambiente «È stato ideato per aiutare le persone in stato di disagio psicofisico o economico»

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Il progetto sull’agricoltura sociale al Servizio ambiente anziché al settore Servizi sociali? L’ex assessora Alessandra Amic, oggi consigliere comunale di minoranza con Alternativa Popolare, reagisce con durezza alla recente decisione della giunta di dare attuazione al progetto trasferendolo da un settore comunale all’altro. Ma ad attuare quel progetto «non poteva che essere quello del Servizio sociale e alla persona», attacca Amic. «Si tratta – scrive in un lungo documento – di un progetto, risalente al 2016, quando ricoprivo l’incarico di assessore ai servizi sociali, ideato e curato con l’intento di aiutare i soggetti in stato di disagio psico/fisico o economico, che dall’attività agricola potevano trovare una qualche forma di ristoro. L'intervento riguardava anche persone con disabilità mentali, ex tossicodipendenti ed ex detenuti, donne che avevano subìto violenza, ma anche altri soggetti non affetti da patologie ma con problematiche sanitarie o difficoltà sociali di particolare gravità».

La consigliera Amic è furente per il modo in cui l’attuale amministrazione, afferma, «sta snaturato l’intervento». E prosegue: «Avevo constatato la necessità di mettere in atto un progetto che potesse dare ristoro anche a coloro che dignitosamente rifuggivano l’idea di fare ricorso al sussidio di estrema povertà per mantenere la propria famiglia. Il mio obiettivo, in sintesi, era quello di realizzare un progetto ispirato ai principi di economia circolare in grado di dare occupazione e nel contempo produrre “ricchezza/reddito” in collaborazione con le associazioni di categoria, attuando nel contempo, anche il recupero di aree degradate della città come la zona nota come l’Oltu di Li frati, o la Culva di l’asinu».

La progettazione originale, precisa l’ex assessore Amic, prevedeva anche un minuzioso lavoro di marketing, che avrebbe dovuto riguardare, non solamente la promozione territoriale della produzione orticola e viticola, ai fini di una possibile commercializzazione, «ma anche e soprattutto ai fini del coinvolgimento del maggior numero di “soggetti-utenti-pazienti” che potessero beneficiare degli effetti positivi derivanti dall’attività agricola». «Sono fermamente convinta – prosegue – che la pratica dell’agricoltura, rivisitata sotto l’aspetto sociale, non costituisce un aggravio di spesa per l’ente ma è in grado di produrre nel tempo benefici che possono essere reinvestiti sempre per scopi sociali». Secondo Amic, il progetto, finanziato nel 2017 dall’allora assessore regionale all’agricoltura, è sempre attuale. E conclude: «Averlo snaturato proprio in un momento così difficile per la comunità è un tradimento per Tempio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative