La Nuova Sardegna

Olbia

No al concordato, la Real fallisce

di Tiziana Simula
No al concordato, la Real fallisce

Il giudice ha respinto il piano di rientro, l’impero della famiglia Docche affonda in un mare di debiti

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OLBIA. Il tribunale fallimentare ha detto no al concordato per il salvataggio del Geovillage, decretando l’uscita di scena della famiglia Docche dalla gestione del mega complesso turistico alberghiero e sportivo di zona industriale. La Real Effegì non è riuscita a scongiurare il fallimento. Il collegio dei giudici presieduto da Cecilia Marina ha respinto il piano di rientro del debito presentato dalla società di Fabio Docche, figlio dell’ingegnere Gavino Docche, che fino al 31 dicembre 2020 aveva gestito il Geovillage. Il fallimento era stato chiesto dal sostituto procuratore Luciano Tarditi nell’ambito di un’inchiesta della Procura per presunta turbativa d’asta nella procedura fallimentare del complesso. I giudici non hanno accolto il piano di ristrutturazione del debito, circa 6 milioni di euro soprattutto nei confronti dell’erario, respingendo quindi il concordato e decretando di conseguenza il fallimento della Real Effegì. Che di fatto sarà dichiarato in una prossima udienza. Tramonta quindi la possibilità per la società di continuare a gestire il Geovillage – chiuso da dicembre –, ora nelle mani dei curatori fallimentari. Nei giorni scorsi, lo stesso sostituto procuratore aveva presentato istanza di fallimento per altre tre società della famiglia Docche, la Geomare costruzioni, la Pan International srl e la Geogand, per motivi legati alla stessa indagine.

La decisione del tribunale fallimentare assesta un duro colpo ai Docche. Costretti a dire addio al mega complesso turistico-sportivo ideato e realizzato dall’ingegnere Gavino Docche, diventato, con i suoi impianti sportivi, una realtà d’eccellenza. Fin dalla sua chiusura, avvenuta prima di Natale, la società di Fabio Docche ha continuato a garantire la guardiania per cercare di salvaguardare l’importante patrimonio sportivo e immobiliare. Dal 30 aprile cesserà di farlo.

Il futuro del Geovillage. Un affitto transitorio e poi la vendita. È quanto si prospetta per il compendio nell’immediato e nel futuro. Un percorso già cominciato e strettamente condiviso passo per passo dal Consorzio industriale, dal tribunale e dai curatori fallimentari. Un’intesa che porterà come primo step a un affitto transitorio del Geovillage – un anno, un anno e mezzo – in attesa che si definisca la complessa procedura per la vendita al nuovo investitore. Il Cipnes pubblicherà a breve un avviso per invitare gli interessati a fare le loro proposte e individuare il soggetto più adeguato a gestire l’intero complesso con un affitto transitorio. Nel contempo, sempre in sinergia, Cipnes, tribunale e curatori fallimentari, metteranno a punto la procedura per la vendita, con condizioni prestabilite e condivise che rispettino da una parte l’interesse pubblico del Cipnes e dall’altro le esigenze dei creditori. Il nuovo investitore-acquirente dovrà ovviamente assumersi obblighi e condizioni. L’affitto dovrà avvenire in tempi celeri, entro maggio. Nel caso il mercato non dovesse rispondere, considerato anche il momento di difficoltà economica dovuto alla pandemia, si imprimerà un’accelerata alla vendita.

I nuovi acquirenti. Il nuovo imprenditore o gruppo di imprenditori dovrà rispettare i vincoli imposti dal Consorzio industriale: assicurare una gestione d’impresa non stagionale ma continuativa «e conformemente ai vincolanti usi di pubblica utilità nel settore dei servizi ricettivi, sportivi e socio-ricreativi». I beni andranno cioè gestiti dalla nuova proprietà con l’attuale funzione produttiva di carattere turistico-alberghiero e sportivo. Il Geovillage è un’imponente realtà che conta un albergo, campi da tennis, da basket e volley, centri benessere, bar, ristoranti. Si estende per 18 ettari, di cui 6 di verde attrezzato, con una superficie coperta di 26mila metri quadri per una volumetria edificata complessiva di circa 147mila metri cubi. In attesa che venga definita la complessa procedura di passaggio al nuovo acquirente, l’obiettivo è quello di rendere da subito fruibile l’intero compendio, mettendolo nuovamente a disposizione della collettività e soprattutto delle società sportive, oggi orfane di uno spazio importante.

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