Sbarca con 55mila euro: denunciato dalla finanza
di Marco Bittau
Giovanni Costanzo fermato al porto con tre borse piene di denaro contante Il pregiudicato siciliano risulta già sottoposto alle misure delle leggi antimafia
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OLBIA. «Compro cose, vedo gente...». Serafico e un po’ irridente, si è giustificato così Giovanni Costanzo, 52enne disoccupato siciliano, fermato dalla guardia di finanza di Olbia all’Isola Banca con 55mila euro in contanti, stipati in tre borse nascoste nella sua auto. Tanti soldi – tutte banconote da 50 euro e da 100 – da far impressione una volta distesi su un tavolo per la foto di rito nella caserma della finanza, in via Salgari. Inevitabili la denuncia del “portavalori” e il sequestro del denaro.
Giovanni Costanzo da Acireale non è esattamente una personcina insospettabile. La guardia di finanza ha spiegato che l’uomo è un pregiudicato con numerosi precedenti di polizia, oggetto di diverse misure di prevenzione come la sorveglianza speciale con obbligo di dimora e di soggiorno previsti dalle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. I soggetti appartenenti a questa categoria sono tenuti a speciali obblighi di comunicazione anche in relazione alle variazioni patrimoniali particolarmente rilevanti poiché la normativa antimafia è finalizzata anche al monitoraggio dei patrimoni dei soggetti pericolosi.
Tutto è accaduto ieri. I militari della guardia di finanza del gruppo Olbia, al comando del capitano Carlo Lazzari, nel corso di un servizio vigilanza alporto, mirato alla repressione dei traffici illeciti, hanno controllato un viaggiatore sospetto alla guida di un’utilitaria, appena sbarcato dalla nave proveniente da Civitavecchia. Costanzo è apparso preoccupato dalla presenza in banchina delle unità cinofile. Per questo le fiamme gialle hanno sottoposto l’auto al controllo dai cani Betty e Holiver. Durante la perquisizione i finanzieri hanno trovato tre borse nascoste nei pannelli del cruscotto. Dentro c’erano decine di migliaia di euro divise in fascette. Costanzo non è stato in grado di fornire adeguate motivazioni sul possesso e sulle ragioni del trasporto di tanto denaro. Quindi è stato accompagnato in caserma per approfondimenti. Sentito il procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, i finanzieri hanno sequestrato il denaro e denunciato l’uomo per l’omessa comunicazione delle variazioni del patrimonio. Rischia la reclusione da due a sei anni oltre una multa e la confisca dei valori.
Giovanni Costanzo da Acireale non è esattamente una personcina insospettabile. La guardia di finanza ha spiegato che l’uomo è un pregiudicato con numerosi precedenti di polizia, oggetto di diverse misure di prevenzione come la sorveglianza speciale con obbligo di dimora e di soggiorno previsti dalle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. I soggetti appartenenti a questa categoria sono tenuti a speciali obblighi di comunicazione anche in relazione alle variazioni patrimoniali particolarmente rilevanti poiché la normativa antimafia è finalizzata anche al monitoraggio dei patrimoni dei soggetti pericolosi.
Tutto è accaduto ieri. I militari della guardia di finanza del gruppo Olbia, al comando del capitano Carlo Lazzari, nel corso di un servizio vigilanza alporto, mirato alla repressione dei traffici illeciti, hanno controllato un viaggiatore sospetto alla guida di un’utilitaria, appena sbarcato dalla nave proveniente da Civitavecchia. Costanzo è apparso preoccupato dalla presenza in banchina delle unità cinofile. Per questo le fiamme gialle hanno sottoposto l’auto al controllo dai cani Betty e Holiver. Durante la perquisizione i finanzieri hanno trovato tre borse nascoste nei pannelli del cruscotto. Dentro c’erano decine di migliaia di euro divise in fascette. Costanzo non è stato in grado di fornire adeguate motivazioni sul possesso e sulle ragioni del trasporto di tanto denaro. Quindi è stato accompagnato in caserma per approfondimenti. Sentito il procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, i finanzieri hanno sequestrato il denaro e denunciato l’uomo per l’omessa comunicazione delle variazioni del patrimonio. Rischia la reclusione da due a sei anni oltre una multa e la confisca dei valori.
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