Ipia a Cala Saccaia: Provincia e Cipnes uniti nel progetto
Ok del Consorzio alla variante che conferma la destinazione A gennaio l’ultimo vertice con la scuola contraria al trasloco
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Nessun ripensamento. Provincia e Cipnes proseguono con il progetto di far mettere radici al nuovo Ipia tra i capannoni di zona industriale. Il progetto, di cui si era parlato a gennaio raccogliendo le perplessità di genitori e personale docente, va avanti.
La variante. Il primo aprile l’assemblea del Cipnes ha adottato un provvedimento che conferma la volontà di percorrere quella strada. Dal punto di vista tecnico è stata approvata una “variante particolare integrativa non essenziale diretta”. Tradotto dal linguaggio della burocrazia non è altro che una precisazione urbanistica che il Cipnes fa «per esplicitare in maniera indubitabile e univoca» che all’interno del comparto industriale in cui ricade il terreno destinato al nuovo Ipia, sono consentite strutture per l’istruzione, la formazione professionale e servizi didattici socio educativi. Un chiarimento necessario per spazzare via le riserve sulla fattibilità dell’intervento sollevate dalla Direzione generale della Pubblica istruzione-Unità di Progetto Iscol@ della Regione.
La storia. Nel 2018, con delibera del consiglio di amministrazione del Cipnes, era stato approvato e autorizzato, il trasferimento di un terreno edificabile di 14.260 metri quadri, al prezzo simbolico di un euro, dal Consorzio industriale alla Provincia. Sarebbe stato destinato alla realizzazione di infrastrutture scolastiche. Una generica indicazione per il lotto a due passi dalla rotatoria che porta al molo Cocciani, declinata poi nello specifico in favore della costruzione del nuovo istituto Ipia, opera approvata dal ministero dell’Istruzione per un importo complessivo di 6 milioni di euro.
Le riserve. Ma il trasloco dell’Ipia, oggi nel cuore della città, in via Emilia – zona ad elevato rischio idraulico come mezza città in assenza delle misure di mitigazione – non ha fatto il pieno di applausi. Perplessi genitori e personale scolastico. Qualche riserva era arrivata anche da parte del Comune. La Provincia a inizio anno aveva manifestato la volontà di aprire un dibattito. Il dirigente scolastico, Gian Luca Corda, non aveva nascosto la sua contrarietà a portare via l’istituto dal perimetro urbano. E non solo per problemi di natura logistica, legati ai trasporti e all’organizzazione dei turni dei professori che insegnano anche nelle altre sedi dell’istituto professionale. Ma anche per il fondamentale ruolo sociale delle scuole all’interno dei quartieri cittadini.
Dialogo interrotto. Provincia, Comune e Ipia si erano lasciati con l’impegno di redigere insieme per poi mandarlo alla Regione il Dpp, il documento preliminare di progettazione che coinvolge la Provincia per gli aspetti edilizi e la scuola per quelli didattico-formativi. Ma da allora non se ne è fatto nulla. (se.lu.)
La variante. Il primo aprile l’assemblea del Cipnes ha adottato un provvedimento che conferma la volontà di percorrere quella strada. Dal punto di vista tecnico è stata approvata una “variante particolare integrativa non essenziale diretta”. Tradotto dal linguaggio della burocrazia non è altro che una precisazione urbanistica che il Cipnes fa «per esplicitare in maniera indubitabile e univoca» che all’interno del comparto industriale in cui ricade il terreno destinato al nuovo Ipia, sono consentite strutture per l’istruzione, la formazione professionale e servizi didattici socio educativi. Un chiarimento necessario per spazzare via le riserve sulla fattibilità dell’intervento sollevate dalla Direzione generale della Pubblica istruzione-Unità di Progetto Iscol@ della Regione.
La storia. Nel 2018, con delibera del consiglio di amministrazione del Cipnes, era stato approvato e autorizzato, il trasferimento di un terreno edificabile di 14.260 metri quadri, al prezzo simbolico di un euro, dal Consorzio industriale alla Provincia. Sarebbe stato destinato alla realizzazione di infrastrutture scolastiche. Una generica indicazione per il lotto a due passi dalla rotatoria che porta al molo Cocciani, declinata poi nello specifico in favore della costruzione del nuovo istituto Ipia, opera approvata dal ministero dell’Istruzione per un importo complessivo di 6 milioni di euro.
Le riserve. Ma il trasloco dell’Ipia, oggi nel cuore della città, in via Emilia – zona ad elevato rischio idraulico come mezza città in assenza delle misure di mitigazione – non ha fatto il pieno di applausi. Perplessi genitori e personale scolastico. Qualche riserva era arrivata anche da parte del Comune. La Provincia a inizio anno aveva manifestato la volontà di aprire un dibattito. Il dirigente scolastico, Gian Luca Corda, non aveva nascosto la sua contrarietà a portare via l’istituto dal perimetro urbano. E non solo per problemi di natura logistica, legati ai trasporti e all’organizzazione dei turni dei professori che insegnano anche nelle altre sedi dell’istituto professionale. Ma anche per il fondamentale ruolo sociale delle scuole all’interno dei quartieri cittadini.
Dialogo interrotto. Provincia, Comune e Ipia si erano lasciati con l’impegno di redigere insieme per poi mandarlo alla Regione il Dpp, il documento preliminare di progettazione che coinvolge la Provincia per gli aspetti edilizi e la scuola per quelli didattico-formativi. Ma da allora non se ne è fatto nulla. (se.lu.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
