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La Maddalena, la Regione: «Più aree protette a mare». Il Parco dice no ma non basterà

La Maddalena, la Regione: «Più aree protette a mare». Il Parco dice no ma non basterà

Il voto contrario del direttivo non frena una decisione già presa L’iter avviato nel 2017: per proteggere i delfini ridotti gli spazi per la pesca

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LA MADDALENA . Il Consiglio direttivo del Parco dice no all’allargamento a mare delle zone Zps (zone di protezione speciale) e delle aree Sic (sito interesse comunitario) come imposto dalla Regione come misura di tutela e conservazione dei delfini. Un voto contrario che difficilmente potrà cambiare il corso di un provvedimento arrivato a seguito di un iter cominciato nel 2017 dopo una procedura di infrazione comunitaria.

Motivo per il quale Luca Ronchi, unico consigliere, ha votato a favore del punto all’ordine del giorno. «Regione e ministero non ci stanno chiedendo cosa ne pensiamo, ma ci stanno dicendo che è già così. Diciamo che viene calato dall’alto, ma a fianco a casa, incidendo sul nostro affaccio a mare. Un provvedimento deciso in filiera da ministero, Unione europea e Regione con cui ci stanno avvisando che hanno già approvato delle regole e degli incentivi per favorire la convivenza tra pesca e tursiopi. In sintesi ci stanno dicendo di integrare queste nuove regole all’interno delle nostre zone a mare».

In chiave positiva la lettura del direttore Michele Zanelli. «Recentemente c’è stato un accordo Regione e ministero per sopperire rispetto a problematiche comunitarie. Ci viene chiesto di integrare il nostro piano di gestione con queste misure ulteriori, di attività di pesca, iniziative di promozione, controllo e monitoraggio finalizzate alla protezione del tursiope La Regione le ha già approvate fuori dal Parco, come Regione e ministero ci chiedono di applicarle all’interno. Si tratta di aggiungere queste opportunità e possibilità alle misure già vigenti».

In sintesi Regione e ministero impongono di allargare le zone tutelate a mare per una migliore tutela dei delfini. Non avendo assolto a questo impegno in passato l’Europa ha avviato un iter di infrazione per insufficiente tutela degli habitat primari. Per non incorrere in sanzioni la Regione avvia quindi un percorso nel 2017 chiamando a raccolta tutti i parchi e le aree marine protette della Sardegna.

L’allora commissario Leonardo Deri partecipa a diverse riunioni con i funzionari del Parco. Gli viene spiegato che l’estensione sarebbe nelle aree a mare dalla Maddalena passando per Santa Teresa fino ad arrivare all’Asinara. Sia il parco maddalenino che quello dell’Asinara dicono di non essere d’accordo perché l’espansione avrebbe gravato sulla pesca professionale.

Le riunioni vanno avanti anche negli anni successivi, ma il Parco non partecipa come conferma il presidente Fabrizo Fonnesu. «Fummo convocati nell’ottobre 2018 ma non ci potemmo andare, eravamo in un momento delicato, stavamo cambiando direttore facente funzioni. Quando, come direttore a scavalco Augusto Navone andò a parlare di Tavolara era stato già delineato l’ampliamento. Ora però ritengo che ci siano le condizioni perché insieme Parco e Comune chiedano di rivedere il nostro Sic-Sps con la Regione».

«L’allargamento delle aree Sic in una collettività già gravata da limitazioni a terra e a mare – è il pensiero di Angelo Comiti – meriterebbe un approfondimento. Anche se non so se siamo ancora in tempo».


 

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