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Olbia

Rose, mimose e papaveri la Resistenza non si cancella

di Dario Budroni
Rose, mimose e papaveri la Resistenza non si cancella

Da via Nanni a piazza Matteotti: mazzi di fiori dell’Anpi e della Cgil per il 25 Aprile Piccinnu: «Olbia ha una gloriosa storia antifascista». Oggi il ricordo del Comune

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OLBIA. Il tour antifascista fa tappa in diversi angoli della città. Da via Nanni a piazza Matteotti, da via Gramsci a piazzale Bardanzellu. E poi naturalmente anche laddove passava via della Resistenza, cancellata nei mesi scorsi durante i lavori per il nuovo lungomare. L’Anpi e la Cgil galluresi, aderendo a una iniziativa nazionale, hanno deciso di celebrare così la festa della Liberazione. Lo hanno fatto deponendo un mazzo di fiori nelle strade e nelle piazze che portano i nomi degli antifascisti. Rose, mimose e papaveri rossi appesi per ricordare chi ha combattuto, chi è stato ucciso, perseguitato e torturato. Olbiesi compresi.

Toponomastica resistente. La prima tappa è stata l’ex via della Resistenza, dove un mazzo di fiori è stato sistemato davanti a una targa coperta. «A Olbia il tema della Resistenza è poco presente nel ricordo. Noi vogliamo realizzare un lavoro di ricerca storica e vorremmo che il Comune rispondesse. Per esempio, a Olbia, non esiste una via dedicata al 25 aprile» dice Franco Dore, dirigente Cgil e iscritto Anpi. I fiori, poi, sono andati in via Alessandro Nanni, per ricordare il capo socialista, poi diventato sindaco della città, duramente perseguitato durante il fascismo. E anche in piazzale Achille Bardanzellu, repubblicano, medico della Brigata Sassari e anche lui perseguitato dalle camicie nere. Mazzi di fiori pure in piazza Matteotti e nelle vie dedicate ai due partigiani olbiesi uccisi dai nazifascisti: Luigi Mulargia e Mario Farina. I militanti dell’Anpi e della Cgil, in piccoli gruppi, hanno inoltre fatto tappa davanti alla casa in cui abitava Antonio Sotgiu, l’ex sindaco socialista picchiato e purgato nel 1922 in piazza e a cui una via non è stata mai dedicata.

Memoria militante. «Olbia ha una storia gloriosa di antifascismo, pagata anche con il sangue. Così come tutta la Gallura. Parliamo di persone che hanno fatto la Resistenza e che ci hanno restituito la libertà» dice Domenico Piccinnu, presidente dell’Anpi gallurese. «Per via del Covid non si possono organizzare celebrazioni come un tempo. Quindi abbiamo subito fatto nostra questa iniziativa nazionale – spiega invece Luisa Di Lorenzo, segretaria generale Cgil Gallura –. Abbiamo invitato i nostri iscritti a deporre un fiore. In occasione del 25 aprile ma non solo, anche negli altri giorni. Replicheremo questa iniziativa pure nel resto della Gallura». Presente anche Danilo Deiana, segretario Filcams Cgil: «Se un anno fa è stato spontaneo accostare il 25 aprile alla resistenza al Covid, quest’anno la ricorrenza coincide simbolicamente con l’inizio dell’uscita dal tunnel. Dobbiamo tenere ancora duro, per rispetto di noi stessi e anche di chi, 76 anni fa, ci regalò in condizioni più difficili il dono della libertà». Rita Soro, componente della segreteria Spi Cgil, sottolinea: «Serve anche evidenziare il ruolo delle donne partigiane, che sono state una componente fondamentale nella lotta al nazifascismo. Ricoprirono funzioni di primaria importanza».

Celebrazioni. Oggi, 25 aprile, non si potrà organizzare nulla. Ma il Comune deporrà comunque le sue corone di fiori davanti al monumento ai caduti. Invece giovedì Anpi, Comune e biblioteca hanno organizzato la conferenza «Scarpette rosse», condotta dal giornalista Antonio Rojch. Tra i tanti interventi anche quello del giurista Gustavo Zagrebelsky e del presidente nazionale Anpi, Gianfranco Pagliarulo.

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