Badesi. Il turismo tra mare e murales
di Sebastiano Depperu
Il percorso culturale firmato da 5 artisti sardi. Mamia: nuova luce per il paese
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BADESI. Arriva a Badesi il primo progetto di murales ispirato al folklore sardo promosso dall'amministrazione comunale in collaborazione con la Proloco. «Una proposta per dare luce al paese, una nuova veste tra colori e tradizioni - spiega il sindaco Gian Mario Mamia -. Non solo mare, quindi, ma delle vere e proprie opere d'arte di cinque artisti sardi». Pennelli e colori per Elisabetta Brandano, diplomata all'accademia delle Belle Arti di Firenze e specializzata in pittura. Al centro delle sue opere il rapporto tra uomo e natura, rappresenta la vestizione della sposa nel rito di "Lu Coiu" ("matrimonio"). Ritrae la sposa di spalle focalizzando la scena sulle mani di chi chiude l'abito con l'ultimo bottone che solitamente veniva portato in dono dallo sposo. La sposa tiene in mano il bouquet di grano come segno di buon auspicio e simbolo di abbondanza e di ricchezza. Moreno Cotza (artista locale che nella sua arte rappresenta sentimenti diversi), invece, con "La stretta di mano" vuole rappresentare un gesto semplice che rientra nella quotidianità di tutti i giorni ma che da un po' di tempo è venuto a mancare ovunque e che mai come oggi l'uomo sente la necessità di riappropriarsene.
Poi c'è Peppino Anfossi, studente dell'accademia delle Belle Arti di Sassari che partecipa a numerose mostre e manifestazioni artistiche con opere pittoriche. Rappresenta, nella sua opera, un omaggio al Maestro Tosino Anfossi. Peppino cerca di rielaborare la sagra paesana ma anziché ambientarla in un contesto montano, trovandosi a Badesi, ha deciso di evocare il mare. Un'altra studentessa-artista è Angela Spano (Accademia Belle Arti a Firenze) che sente la necessità di raccontare la terra sarda, i suoi costumi, il mistero di alcuni sguardi, la fierezza di un popolo antico e magico. Rifacendosi alla tecnica pittorica acrilico su collage di tessuti sardi, ripropone i moduli antichi del tappeto gallurese che fanno da sfondo al volto di una donna in costume sardo. Una scena di vita quotidiana del passato, invece, è quella rappresentata da Gavino Spezzigu: gli anziani patrimonio inestimabile che rappresentano per l'autore il passare del tempo sulla vita terrena.
«Un itinerario culturale, quello dei murales - aggiunge Mamia - una nuova forma di arredo urbano che illustra memoria e storia con un accenno anche al presente».
Poi c'è Peppino Anfossi, studente dell'accademia delle Belle Arti di Sassari che partecipa a numerose mostre e manifestazioni artistiche con opere pittoriche. Rappresenta, nella sua opera, un omaggio al Maestro Tosino Anfossi. Peppino cerca di rielaborare la sagra paesana ma anziché ambientarla in un contesto montano, trovandosi a Badesi, ha deciso di evocare il mare. Un'altra studentessa-artista è Angela Spano (Accademia Belle Arti a Firenze) che sente la necessità di raccontare la terra sarda, i suoi costumi, il mistero di alcuni sguardi, la fierezza di un popolo antico e magico. Rifacendosi alla tecnica pittorica acrilico su collage di tessuti sardi, ripropone i moduli antichi del tappeto gallurese che fanno da sfondo al volto di una donna in costume sardo. Una scena di vita quotidiana del passato, invece, è quella rappresentata da Gavino Spezzigu: gli anziani patrimonio inestimabile che rappresentano per l'autore il passare del tempo sulla vita terrena.
«Un itinerario culturale, quello dei murales - aggiunge Mamia - una nuova forma di arredo urbano che illustra memoria e storia con un accenno anche al presente».
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