Covid, contagi in lieve calo i positivi scendono a 568
di Serena Lullia
Il sindaco resta cautamente ottimista: «Il numero è ancora molto alto» E sulla mancanza di vaccini attacca: «Non avere dosi a sufficienza ci penalizza»
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OLBIA. La curva del contagio, anche se con passo lento, inverte la rotta e punta verso il basso. Il numero dei positivi al Covid-19 passa dal record di 606 del 22 aprile a 568, in base agli ultimi dati comunicati dal sindaco Settimo Nizzi. «La curva scende molto più lentamente di quanto non sia salita nelle ultime settimane – dice il primo cittadino in videoconferenza –. Sono cautamente ottimista ma resto molto prudente. Bisognerà aspettare ancora qualche giorno per avere la certezza di essere nella fase discendente. Di sicuro il rallentamento della campagna vaccinale non ci aiuta».
La curva scende. Nizzi ricostruisce l’impennata di contagi nell’ultimo mese. «Il 30 marzo avevamo 150 positivi – ricorda il sindaco –. Dopo dieci giorni eravamo già a 439, il 16 aprile ne avevamo 533 e siamo arrivati al 22 aprile con il picco di 606. A oggi siamo a 568 con quattro nuovi casi comunicati solo nelle ultime quattro ore e otto guarigioni. Quindi significa che il plateau è stato raggiunto e siamo nella fase discendente. Restano comunque numeri alti».
Numeri approssimativi. I numeri, conferma lo stesso sindaco restano comunque sempre approssimativi. «Abbiamo sempre gli stessi problemi che ci trasciniamo da oltre un anno – punta il dito contro l’Ats –. Non si riesce ad avere la fotografia aggiornata in tempo reale dopo l’esecuzione dei tamponi. E questo non ci aiuta nell’azione di contrasto alla diffusione del virus. Se le persone non sanno di essere positive e noi non siamo in grado di controllarle, non possiamo evitare che il Covid si diffonda. Questa cosa ha dell’incredibile, ma è dura realtà. E temo che andremo avanti così per parecchio tempo».
Olbia azzoppata. Nessuno sconto al Governo e alla Regione sul blocco dell’invio delle dosi. «Con la macchina di guerra che avevamo messo in campo con la Asl avremmo potuto fare anche 1200-1500 dosi al giorno e ci siamo miseramente dovuti arrendere a qualche centinaio», commenta Nizzi. Che disegna una sorta di volontà di azzoppare un territorio che con i vaccini aveva il passo da velocista. «A me dispiace se in alcuni comuni ancora non hanno finito di vaccinare i settantenni – sottolinea –, ma non è nemmeno corretto che noi veniamo penalizzati».
Nizzi azzarda un poco convinto arrivo delle nuove dosi per giovedì. «Ma non ci sono certezze – conclude –. Se il generale Figliuolo si fosse battuto, insieme al Governo, per dare una accelerata all’acquisto delle dosi invece di dare numeri ogni giorno, avrebbe fatto molto meglio».
La curva scende. Nizzi ricostruisce l’impennata di contagi nell’ultimo mese. «Il 30 marzo avevamo 150 positivi – ricorda il sindaco –. Dopo dieci giorni eravamo già a 439, il 16 aprile ne avevamo 533 e siamo arrivati al 22 aprile con il picco di 606. A oggi siamo a 568 con quattro nuovi casi comunicati solo nelle ultime quattro ore e otto guarigioni. Quindi significa che il plateau è stato raggiunto e siamo nella fase discendente. Restano comunque numeri alti».
Numeri approssimativi. I numeri, conferma lo stesso sindaco restano comunque sempre approssimativi. «Abbiamo sempre gli stessi problemi che ci trasciniamo da oltre un anno – punta il dito contro l’Ats –. Non si riesce ad avere la fotografia aggiornata in tempo reale dopo l’esecuzione dei tamponi. E questo non ci aiuta nell’azione di contrasto alla diffusione del virus. Se le persone non sanno di essere positive e noi non siamo in grado di controllarle, non possiamo evitare che il Covid si diffonda. Questa cosa ha dell’incredibile, ma è dura realtà. E temo che andremo avanti così per parecchio tempo».
Olbia azzoppata. Nessuno sconto al Governo e alla Regione sul blocco dell’invio delle dosi. «Con la macchina di guerra che avevamo messo in campo con la Asl avremmo potuto fare anche 1200-1500 dosi al giorno e ci siamo miseramente dovuti arrendere a qualche centinaio», commenta Nizzi. Che disegna una sorta di volontà di azzoppare un territorio che con i vaccini aveva il passo da velocista. «A me dispiace se in alcuni comuni ancora non hanno finito di vaccinare i settantenni – sottolinea –, ma non è nemmeno corretto che noi veniamo penalizzati».
Nizzi azzarda un poco convinto arrivo delle nuove dosi per giovedì. «Ma non ci sono certezze – conclude –. Se il generale Figliuolo si fosse battuto, insieme al Governo, per dare una accelerata all’acquisto delle dosi invece di dare numeri ogni giorno, avrebbe fatto molto meglio».
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