Rientro a scuola, molti gli incerti
di Giuseppe Pulina
Anche a Tempio famiglie e alunni delle superiori sono preoccupati, il Pes sceglie la presenza al 50%
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TEMPIO. Sono tre su quattro gli studenti che ogni giorno potranno frequentare le lezioni in presenza nelle scuole superiori della città. Il decreto che definisce le modalità operative per la riapertura delle scuole non vieta, infatti, che anche nella cosiddetta zona rossa gli istituti scolastici delle superiori di secondo grado possano raggiungere la quota del 75%. La scelta è vincolante perché le scuole possono decidere solo in merito alla percentuale e sull’eventuale superamento della soglia minima del 50%, alla quale, unica eccezione della città, si starebbe attenendo l’Istituto Pes. Lunedì prossimo, ragionieri, geometri e industriali riapriranno al 75%, ma solo se l’andamento epidemiologico lo consentirà e se nel frattempo (variabile da non escludere) non verranno emanate indicazioni normative diverse dalle attuali. I numeri relativi a contagi e quarantene fotografano una situazione meno confortante di quella che aveva preceduto il passaggio dell’isola nella fascia rossa con la conseguente adozione della didattica a distanza per tutte le scuole superiori.
In Gallura, si sa, la curva dei contagi è cresciuta non poco nelle ultime settimane, e anche Tempio ha fatto registrare un inatteso numero di persone contagiate dal Covid-19, oltre alla comparsa di diversi casi di variante inglese. Ciò spiega perché i timori per le conseguenze del ritorno tra i banchi preoccupi famiglie e studenti. A dire il vero, preoccupa anche il mondo della scuola, ma insegnanti e personale Ata non hanno voce in capitolo, se non nei consigli di istituto. Un sondaggio lanciato da un’emittente televisiva on line dimostra che la preoccupazione riguarda un po’ tutti. Il sondaggio mirava a stabilire il gradimento o meno dei galluresi per il ritorno alla didattica in presenza. In poco più di dieci ore sono stati raccolti 1172 voti. La geolocalizzazione dei voti prova che si tratta quasi al 100% di galluresi. Probabilmente studenti e genitori e forse anche lavoratori della scuola. Ad aver votato contro l’opportunità di fare ritorno a scuola è stato il 72,78% (853 voti), mentre ad avere detto di sì è stato il 26,54% (311 voti). Il fatto che solo 8 persone su quasi 1200 abbiano scelto di non pronunciarsi dimostra che quello della riapertura delle scuole è un tema di cui si sente l’urgenza e l’importanza.
Un’altra emittente, si era occupata nei giorni scorsi della stessa questione. L’indagine giornalistica ha avuto come destinatari gli studenti del liceo Dettori, la scuola che il sindaco aveva temporaneamente chiuso dopo l’accertamento di alcuni casi di positività al covid. Per la testata on line sarebbero forti i timori di molti liceali per il ritorno tra i banchi in piena zona rossa.
Forse quel che si teme più della frequentazione delle lezioni all’interno di uno spazio chiuso è la prospettiva del rischio al quale si espongono centinaia di studenti pendolari che prendono giornalmente il pullman per raggiungere la sede scolastica. Gioverebbe forse a tutti sapere se sul fronte della sicurezza sui mezzi di trasporto siano stati fatti reali progressi.
In Gallura, si sa, la curva dei contagi è cresciuta non poco nelle ultime settimane, e anche Tempio ha fatto registrare un inatteso numero di persone contagiate dal Covid-19, oltre alla comparsa di diversi casi di variante inglese. Ciò spiega perché i timori per le conseguenze del ritorno tra i banchi preoccupi famiglie e studenti. A dire il vero, preoccupa anche il mondo della scuola, ma insegnanti e personale Ata non hanno voce in capitolo, se non nei consigli di istituto. Un sondaggio lanciato da un’emittente televisiva on line dimostra che la preoccupazione riguarda un po’ tutti. Il sondaggio mirava a stabilire il gradimento o meno dei galluresi per il ritorno alla didattica in presenza. In poco più di dieci ore sono stati raccolti 1172 voti. La geolocalizzazione dei voti prova che si tratta quasi al 100% di galluresi. Probabilmente studenti e genitori e forse anche lavoratori della scuola. Ad aver votato contro l’opportunità di fare ritorno a scuola è stato il 72,78% (853 voti), mentre ad avere detto di sì è stato il 26,54% (311 voti). Il fatto che solo 8 persone su quasi 1200 abbiano scelto di non pronunciarsi dimostra che quello della riapertura delle scuole è un tema di cui si sente l’urgenza e l’importanza.
Un’altra emittente, si era occupata nei giorni scorsi della stessa questione. L’indagine giornalistica ha avuto come destinatari gli studenti del liceo Dettori, la scuola che il sindaco aveva temporaneamente chiuso dopo l’accertamento di alcuni casi di positività al covid. Per la testata on line sarebbero forti i timori di molti liceali per il ritorno tra i banchi in piena zona rossa.
Forse quel che si teme più della frequentazione delle lezioni all’interno di uno spazio chiuso è la prospettiva del rischio al quale si espongono centinaia di studenti pendolari che prendono giornalmente il pullman per raggiungere la sede scolastica. Gioverebbe forse a tutti sapere se sul fronte della sicurezza sui mezzi di trasporto siano stati fatti reali progressi.
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