Tariffe raddoppiate, il Tar: scelte comunali illegittime
Palau la giunta Manna aveva fatto lievitare i costi di ormeggio al porto turistico La società Petagus vince il ricorso. I giudici amministrativi: «Atti da annullare»
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PALAU. Il raddoppio delle tariffe di ormeggio al porto turistico, decise dal Comune, è illegittimo e va annullato. Lo ha stabilito con sentenza il tribunale amministrativo regionale. Per i giudici il raddoppio dei costi, non è giustificato da motivi documentati, «manca una istruttoria adeguata e comporta la violazione dei canoni di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa, trovando conferma nel raffronto tra le nuove tariffe applicate a Palau e quelle applicate nei porti dirimpettai». Di conseguenza, tutti gli atti che comportano l’aumento delle tariffe, precisa la sentenza, devono essere annullati. La società Petagus vince così la battaglia contro il Comune, condannato anche al risarcimento delle spese legali.
La società Petagus sas di Tonino Atria & C., da oltre 20 anni trasporta i passeggeri dal porto di Palau nelle isole dell’arcipelago maddalenino. Attraverso il suo legale, Andrea Pubusa, la Petagus sosteneva che «la decisione del Comune di raddoppiare la tariffa per l’ormeggio non trovasse fondamento in un’istruttoria adeguata e potesse incidere negativamente sul libero confronto concorrenziale tra le imprese esercenti l’attività di trasporto passeggeri nella zona di riferimento». Le motivazioni sono state accolte dal Tar e spiegate nel dettaglio.
Difetto di istruttoria. Per i giudici amministrativi, il difetto di istruttoria trova conferma nell’esame dell’impugnata delibera di giunta del 17 dicembre 2019 «che non evidenzia alcuna indicazione, e tanto meno rendicontazione dei costi sostenuti dal Comune». Che si era limitato a osservare che «le tariffe base attualmente vigenti non sono state modificate dal 2010 e pertanto necessitano di un aggiornamento», nonché di rilevare «la necessità di stabilire una tariffa forfettaria per il consumo di energia elettrica e dell'acqua per i posti barca privi di colonnine dotate di indicatori di consumi». L’esigenza di motivi economici tali da giustificare il raddoppio delle tariffe, secondo il Tar, non emerge nemmeno dal Piano esecutivo di Gestione relativo al triennio 2020-2022, approvato con deliberazione del Consiglio comunale del 15 gennaio 2020. «Non emerge alcun sopravvenuto decremento delle entrate derivanti dalla gestione del porto turistico, indicate in 950mila euro, importo identico a quello dell’anno 2019. Analogo discorso vale per le spese di gestione».
Concorrenza. «Quanto all’anomala incidenza delle nuove tariffe sul libero svolgersi dell’attività economica, in misura peraltro così rilevante da comportare la violazione dei canoni di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa – stabiliscono ancora i giudici – trova conferma nel raffronto tra le nuove tariffe applicate a Palau e quelle applicate nei porti di La Maddalena e di Santa Teresa di Gallura, ove a fronte di condizioni di esercizio sostanzialmente analoghe, sono previste tariffe di ormeggio notevolmente inferiori». Ricorso pertanto accolto « con il conseguente annullamento degli atti nei limiti in cui comportano l’aumento della tariffa di ormeggio denunciato dall’odierna ricorrente»,
La società Petagus sas di Tonino Atria & C., da oltre 20 anni trasporta i passeggeri dal porto di Palau nelle isole dell’arcipelago maddalenino. Attraverso il suo legale, Andrea Pubusa, la Petagus sosteneva che «la decisione del Comune di raddoppiare la tariffa per l’ormeggio non trovasse fondamento in un’istruttoria adeguata e potesse incidere negativamente sul libero confronto concorrenziale tra le imprese esercenti l’attività di trasporto passeggeri nella zona di riferimento». Le motivazioni sono state accolte dal Tar e spiegate nel dettaglio.
Difetto di istruttoria. Per i giudici amministrativi, il difetto di istruttoria trova conferma nell’esame dell’impugnata delibera di giunta del 17 dicembre 2019 «che non evidenzia alcuna indicazione, e tanto meno rendicontazione dei costi sostenuti dal Comune». Che si era limitato a osservare che «le tariffe base attualmente vigenti non sono state modificate dal 2010 e pertanto necessitano di un aggiornamento», nonché di rilevare «la necessità di stabilire una tariffa forfettaria per il consumo di energia elettrica e dell'acqua per i posti barca privi di colonnine dotate di indicatori di consumi». L’esigenza di motivi economici tali da giustificare il raddoppio delle tariffe, secondo il Tar, non emerge nemmeno dal Piano esecutivo di Gestione relativo al triennio 2020-2022, approvato con deliberazione del Consiglio comunale del 15 gennaio 2020. «Non emerge alcun sopravvenuto decremento delle entrate derivanti dalla gestione del porto turistico, indicate in 950mila euro, importo identico a quello dell’anno 2019. Analogo discorso vale per le spese di gestione».
Concorrenza. «Quanto all’anomala incidenza delle nuove tariffe sul libero svolgersi dell’attività economica, in misura peraltro così rilevante da comportare la violazione dei canoni di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa – stabiliscono ancora i giudici – trova conferma nel raffronto tra le nuove tariffe applicate a Palau e quelle applicate nei porti di La Maddalena e di Santa Teresa di Gallura, ove a fronte di condizioni di esercizio sostanzialmente analoghe, sono previste tariffe di ormeggio notevolmente inferiori». Ricorso pertanto accolto « con il conseguente annullamento degli atti nei limiti in cui comportano l’aumento della tariffa di ormeggio denunciato dall’odierna ricorrente»,
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