La Nuova Sardegna

Olbia

Sa Die de sa Sardigna celebrata in Russia grazie a un tempiese

di Sebastiano Depperu
Sa Die de sa Sardigna celebrata in Russia grazie a un tempiese

Antonio Dettori insegna a Togliatti: «È stato emozionante». Letture da Deledda a De André, incontro online con Incollu

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TEMPIO. Le parole di Grazia Deledda, De Andrè e altri scrittori che hanno vissuto in Sardegna hanno presentato l'Isola a Togliatti, in Russia, dove il 28 aprile si è festeggiata, anche lì, Sa die de Sa Sardigna.

Motore propulsore dell'iniziativa un giovane docente di italiano, il tempiese Antonio Dettori, che nella città russa insegna la nostra lingua all'Istituto di lingua e cultura italiana che fa parte della rete della Società Dante Alighieri. «Eh sì – spiega Dettori – anche in Russia abbiamo festeggiato Sa die de sa Sardigna. Come abbiamo fatto? È stato molto bello e anche commovente proporlo ai russi. L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo nella città che ama l'Italia e che la conosce in qualche modo».

Circa un centinaio di persone, con tutte le restrizioni imposte dalle regole anti Covid-19, tra insegnanti e studenti russi dai 15 ai 18 anni, hanno potuto assistere in un cinema-teatro a uno spettacolo tutto dedicato alla Sardegna. «Ho introdotto la Sardegna sotto diversi punti di vista – dice il giovane tempiese, classe 1981 –, parlando della mia isola, delle peculiarità che la caratterizzano e che la distinguono dal resto dell'Italia per storia, lingua e paesaggi. Ho mostrato dei video sui posti più belli dell'Isola, come le spiagge e la natura incontaminata di alcune zone sarde. Poi, ho passato la parola ai miei studenti che hanno letto in italiano brani tratti da Grazia Deledda, da De Andrè o da diversi altri scrittori o letterati che hanno soggiornato o vissuto e amato la Sardegna. Hanno dipinto un'isola meravigliosa attraverso le parole di chi, pur non essendo sardo, se ne è innamorato».

La parte centrale della manifestazione è stata caratterizzata dalla proiezione di un cortometraggio del regista sardo Matteo Incollu, pluripremiato proprio per il lavoro trasmesso a Togliatti. Il suo corto è stato realizzato a Baunei e ispirato a un episodio realmente accaduto nel paese ogliastrino nel 1942, durante la seconda guerra mondiale. La data del 28 aprile è stata strategica, in quanto si trova in mezzo al 25 aprile (festa della liberazione in Italia dal nazi-fascismo) e il 9 maggio (giornata in Russia che coincide la "loro" giornata della vittoria della seconda guerra mondiale che i russi chiamano "la grande guerra patriottica". Matteo Incollu, nel suo lavoro, ha ricostruito episodi della guerra in Sardegna nel suo corto. Subito dopo la proiezione c'è stata l'intervista al regista stesso in diretta. «I miei alunni – aggiunge Antonio Dettori – hanno intervistato l'artista sardo e tutto è stato molto interessante e toccante. Dopo l'incontro online con Incollu, i ragazzi hanno anche riproposto la canzone “Bella Ciao” che avevamo studiato in precedenza. Riproposto perché era stata intonata per il 25 aprile».

La nostalgia della sua terra ha portato il professor Dettori a rivivere la Sardegna - almeno nel giorno della sua festa - dalla quale manca dal 5 settembre del 2019 a causa del covid. «Spero di poter rientrare a luglio – chiude l'insegnante – è facile uscire dalla Russia ma molto difficile rientrare a causa delle restrizioni e quarantene imposte a causa del covid. Sono stato anche vaccinato con lo Sputnik, spero mi serva come lasciapassare».
 

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